La vera storia di M. e G.

La vera storia di M.S. e G.B. - come rimetterci alle Canarie e non solo alle Canarie!

Qualcuno ricorderà un post di alcuni giorni fa che parlava di noi, alcuni addirittura hanno parlato di truffa! Il bello è che eravamo tagliati fuori in quanto bloccati nel post e quindi senza possibilità di replica.

Scrivo questa storia perché sia di aiuto ad altri. Quando si esce dal proprio ambiente e si entra in un mondo reale bisogna essere molto attenti a come ci si muove. Ciò accade non necessariamente perché le persone che si incontrano sia truffaldine ma anche perché non si capisce che il mondo ha delle regole!

Visto come si vogliono muovere questi due ragazzi mi sembra doveroso raccontare la loro vera prima avventura nel mondo normale!
Parlo di mondo normale perché tutto il mondo è paese, così dice il detto ... ed è verità!
Non è che la vicenda è andata così perché sono venuti alle Canarie, la stessa cosa, se non peggiore, gli sarebbe successa anche da altre parti visto il loro "modo operandis"!!

Non metterò i nomi dei protagonisti della vicenda, questo per motivi di rispetto, educazione e perché estremamente convinto che eventuali dispute devono essere risolte in determinati luoghi, come legge dice, e se i presupposti di legge esistono. Questo lo possono stabilire solo dei legali e si spera sempre siano onesti altrimenti ti fanno anche intraprendere cause per incassare qualche soldo pur consapevoli che sono perse fin dall'inizio!
A volte succede anche che, non riuscendo a portare alla ragione i clienti, intraprendono le cause lo stesso per non litigare o mandare immediatamente "a quel paese" i clienti.

Comunque le parti sono:
- M. e G. (i due giovani in questione)
- Il Titolare (il titolare del locale)
- Io

I due giovani in questione un giorno mi mandano una email per la richiesta di informazioni su una pizzeria in una località che si trova praticamente dove hanno trovato casa. Vogliono tutto vicino: casa, lavoro!
I due ragazzi, vogliosi di bruciare le tappe vanno già a vedere la pizzeria in solitaria, ma bisogna dire che, pur già parlando con il proprietario hanno comunque aspettato di parlare anche con me.
Alla fine però, questo primo locale non gli piace, la valutazione si basa su dicerie sul proprietario. Cominciano a fare delle considerazioni personali sulla persona basandosi su quello che la gente che passa dice, un po' per sentito dire, un po' per impressione etc ... etc, alla fine chiacchere e nulla di dimostrato!
Pur dicendogli che non si basino sulle voci ma che valutino il locale nella sua interezza e cioè la posizione, i costi di gestione ed i costi di riforma se eventualmente volessero farla, il possibile afflusso spontaneo di gente. Loro in questo caso comprano il locale e non la persona!
No, il locale non va!
Giustamente hanno la loro visione ed idea da rispettare.

La seconda scelta si fissa su un'altro locale, posizionato discretamente bene, in zona turistica molto frequentata. In questo caso non si tratta di un traspaso ma di una "gestione". Il proprietario infatti non vuole cedere neppure parte delle quote ma vuole trovare delle persone valide che gestiscono il locale in cambio allo stipendio per la moglie in questo caso (una cameriera o cameriere in ogni caso come minimo ci vuole) e la partecipazione degli utili per la persona che gestirà, anche questo comunque messo in regola. L'accordo ovviamente sarà fatto per iscritto!

Spiego a sommarie linee l'idea, le cifre, i costi e, facendo un "conto della serva". I conto è un calcolo matematico che comprende tutti i costi compresi i costi di personale/gestore, fornitori e costi base (luce, acqua, commercialista, etc.) per arrivare a determinare quanti coperti giornalieri sarebbe necessario fare per pagare il tutto. Se pur fatto considerando in maniera pessimistica il tutto è comunque sono un calcolo ipotetico!
Un calcolo matematico molto semplice ma che può essere un aiuto per capire le potenzialita o meno di un locale. Da lì a dire che è un affare però ...
Si prosegue ... bisogna comunque parlare con l'attuale proprietario per vedere le effettive richieste di quest'ultimo e prendere i dovuti accordi. Altra raccomandazione è che il Titolare gli "piaccia" e ovviamente loro "piacciano" a lui. In questo caso c'è un discorso di collaborazione e non di compra/vendita ... l'andare d'accordo è fondamentale!

Comunque, la mia opera in questo caso si limita alle presentazioni!

Dopo la mia presentazione, dopo poco me ne vado e i colloqui continuano tra di loro. Trovano gli accordi sia nei tempi che modalità di pagamento di cauzioni o altro; io non ho neppure visto lo scritto di accordo, non so come abbiano parlato e come abbiano concluso.

Chiedo il giorno seguente come è andata, per pura curiosità, e mi dicono che hanno concluso e devono firmare e consegnare dei soldi il tutto a mezzo messaggi vocali whatapp. La voglia di iniziare è tanta!
Mi congratulo e nei giorni seguenti le cose vanno avanti in autonomia tra le parti.

Effettivamente da parte mia in questo locale non c'è un immediato interesse economico e quindi non perdo troppo tempo, vado avanti con le mie cose. In tutto questo discorso non ho proprio incassato o guadagnato nulla! Proprio 0 (zero).

Con l'occasione di miei passaggi per la località in questione mi fermo saltuariamente a salutarli, sia loro che il Titolare e chiedere come va, le pulizie del locale vanno avanti, mi dicono che devono andare a fare le prime forniture e poi si apre.
Passano parecchi giorni e sembra che il locale fosse in condizioni di sporcizia ingente e tutto sia in ritardo ... mah ... non mi sembrava, però non dico nulla (o meglio mi permetto di dire che è un peccato non aprire velocemente in quanto comunque dei costi in ogni caso ci sono e fin che non si lavoro sono solo spese), primo perché non sono cose mie e secondo perché, non essendo un esperto del settore ristorazione non posso giudicare l'igiene o pulizia di un locale. Comunque sembra che tutto proceda.
Mi fanno presente determinate cose che non gli vanno bene (ometto volontariamente di dire di cosa si tratta perchè non è questo il punto) e gli consiglio di parlare bene con il titolare per evitare che si ripetino ed è giusto che dicano come vogliono procedere con il lavoro e quindi creare la serenità necessaria nella collaborazione!

Io d'altronde non posso fare nulla ne non cercare di fare un po' di mediazione bonaria tra le parti!

Alcuni mattine seguenti mi chiamano e mi espogono alcuni avenimenti (anche in questo caso ometto volontariamente di dire cosa), chiamano me non riuscendo a contattare il titolare, arabbiati come se io dovessi sapere cose che non mi competono e che in ogni caso, ad un certo punto, manco mi dovrebbero interessare. Gli ripeto di ritentare di chiamare il titolare e parlare direttamente con lui! Chiarire le cose!

Vabbè ... si sentono, si parlano, però S. e G. non vogliono portare avanti l'accordo firmato e vogliono recedere velocissimamente, vogliono i loro soldi indietro e non gli interessa nient'altro! Gli consiglio addirittura di rivolgersi ad un legale per valutare il meglio da fare, d'altronde hanno firmato delle carte ed è giusto valutare bene le cose (attenzione che io queste carte non le ho viste, anche in questo frangente non le vedo, non c'è pure l'interesse di vederle ... io non sono un legale).
L'altra parte, il titolare del locale, al manifestare di M. e G. di recedere gli dice che devono aspettare che lui trovi qualcun'altro al loro posto o che lo trovino loro in maniera tale da essere rimpiazzati e quindi ridarà i soldi che fino a quel momento M. e G. hanno versato, ma i due non ci stanno, vogliono tutto subito!
Il Titolore del locale da quanto ha detto, dopo essersi consultato con il suo legale, addirittura non voleva restituirgli più nulla visto i danni a lui causati da M. e G. nel recedere improvvisamente dall'accordo.
Intervengo per cercare, nel possibile, di placare gli animi. Riescono a firmare, le parti di comune accordo, per la restituzione di una cifra che è metà di quella versata!

A questo punto M. e G. pretendono che la cifra mancante gli sia ridata da me perché gli ho presentato il titolare del locale e io dovevo sapere molte cose della persona e quindi mi ritengono responsabile della loro perdita.

Ma scusate ...
1. Pur vero che ho presentato la persona ma gli accordi e le firme le hanno fatte tra di loro, senza che io sia presente!
2. Io non vado a letto con i clienti (anche se in questo caso manco si può parlare di vero e proprio cliente) e non sono neppure un investigatore privato che deve saper morte e miracoli sulle persone o clienti!
3. Pur avendo consigliato di andare da un legale hanno vuluto continuare per la propria strada! L'impulsività non è mai una buona consigliera soprattutto in queste ciscortanze.
4. Hanno recesso da un accordo/contratto, che a sentire il Titolare, secondo il suo legale è valido. Se é così non credo si possa pretendere che nulla succeda. Bisogna verificare il tutto ma non tocca a me farlo, io non sono un legale!

Da qui in avanti solo una serie di stupidagini, telefonate e manifestazioni di minacce, post denigratori e diffamatori sui social network nei miei confronti, quest'ultimi addirittura bloccati a me in maniera tale che non li possa vedere e quindi eventualmente contestare e commentare e condivisi in numerosi gruppi!

Incredibile ...

 

 

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