Modello 720 – obbligo per i residenti in Spagna

Per tutti coloro (persone fisiche e giuridiche) che risiedono in Spagna e possiedono proprietà immobiliari, conti correnti, investimenti finanziari o assicurativi all’estero (tra cui Italia) è obbligatorio presentare entro il 31/03 (nel 2017 era questa la scadenza) il Mod. 720 (Declaración informativa sobre bienes y derechos en el estranjero – Dichiarazione informativa sui beni e diritti all’estero).

Vale a dire che bisogna dichiarare allo Stato Spagnolo se si possiedono beni come sopra descritti in qualche parte del mondo, compreso ovviamente in Italia, e che questi beni, superino, come valore 50.000,00 euro per comparto.
Mi spiego … abbiamo in proprietà una casa e un terreno che assieme arrivano ad un valore di 45.000,00, in questo caso non serve dichiararli. Se invece il valore complessivo del comparto “immobili” supera il limite del 50.000,00 euro bisogna dichiararli.

Gli anni successivi sarà necessario presentare il modello solo nel caso in cui, nel comparto, vi sia una variazione di valore superiore ai € 20.000,00.

Chi deve fare questo modello? Come già detto lo devono fare tutti i residenti in Spagna che possiedono i beni precedentemente detti all’estero. A questo devono prestare molta attenzione gli stranieri (tra cui anche gli italiani) che hanno preso la residenza in Spagna, e che, normalmente, hanno nel paese natale una casa o terreno, un conto corrente aperto su qualche istituto italiano, qualche investimento finanziario o assicurativo.

È praticamente, per chi mastica un po’ di dichiarazione dei redditi italiana, il quadro RW di quest’ultima. La differenza quindi con il Bel Paese sta nella modalità di comunicazione. In Spagna tramite il Mod. 720 entro il 31/03 ed in Italia tramite la dichiarazione dei redditi con la scadenza di quest’ultima.

La presentazione di questo modello, essendo dovuta dalle persone che detengono beni all’estero, molti commercialisti (Asesores) tendono a dimenticarsela.
È quindi il caso di farlo presente la cosa in modo tale che si informino e, per tempo, Vi diano indicazione su che cosa gli serve per la presentazione.
È necessario infatti presentargli le carte necessarie che nella maggior parte dei casi si trovano in Italia oppure bisogna sollecitare l’istituto bancario, finanziario o assicurativo che ti facciano avere quanto necessario.

La presentazione del modello 720 non comporta il pagamento di nessuna tassa. È solo una informazione che bisogna dare. L’unica cifra da pagare è quella dovuta al commercialista che vi compila e invia la dichiarazione, di solito parliamo di 25/30 €.

Ricordate che il modello va presentato a partire dall’anno successivo alla presa residenza in Spagna. Quindi, per esempio, se siete residenti a partire dal 25/06/2016 entro il 31/03/2017 dovete presentarlo.

Particolare attenzione però alle sanzioni che derivano dalla mancata o infedele dichiarazione. Le multe sono cospicue. Vi riporto (tradotto) quanto scritto da un giornale spagnolo a tal riguardo:
“La mancata presentazione della dichiarazione, quando si ha un obbligo in tal senso, è una multa di € 5.000 per ogni elemento omesso con un minimo di € 10.000. Quando la dichiarazione è presentata dopo la scadenza, la multa sarà di € 100 a voce o set di dati con un minimo di € 1.500. Anche se la parte più controversa del sistema è che fornisce una sorta di imposta imprescrittibile. Questo perché, se un contribuente non dichiarare i suoi beni all’estero o anche se dichiarati fuori termine, l’Agenzia Tributaria imputa quei beni come plusvalenza ingiustificata nell’ultimo periodi e impone una penale del 150%.”

Forse la traduzione non è così perfetta ma … il senso è chiaro. A questo proposito, l’Europa stessa considera eccessive le sanzioni a tal riguardo però, intanto, l’Agenzia le richiede!

Anche in questo articolo de EL PAIS viene sottolineata la posizione di Bruxelles.

Altre indicazioni utili le per chi è o vuole risiedere all’estero, in questo particolare caso alle Canarie (Spagna), le potete trovare nelle nostre guide.

10 Risposte

    • Salve Bruno, non penso che l’Agenzia Tributaria perdoni il fatto di non aver fatto la comunicazione. Questo però, ovviamente, deve essere un commercialista in loco (asesor) che ti dice eventualmente quali sono i rischi e le multe, e soprattutto qual’è la migliore strada da affrontare.
      Non posso inoltre commentare la tua espressione “truffaldino” non conoscendo nulla ne delle persone ne delle motivazioni dell’espressione ma approfitto per prendere spunto; molte volte i commercialisti spagnoli non si ricordano di questa scadenza in quanto è un obbligo esclusivo degli stranieri e quindi, per la stragrande maggioranza dei lori clienti, non è necessaria la presentazione di questo modello.
      Ciò non giustifica affatto la mancanza professionale, il problema vero è che comunque, alla fine, le conseguenze sono sempre del cliente. Per questo motivo è importante conoscere quali sono i doveri di noi stranieri e conseguentemente “spronare” il professionista ad ottemperare anche a questi … diciamo inusuali … obblighi.
      Ti auguro buona fortuna

      • Mah … ogni paese ha le sue regole, se si decide di viverci mi sembra giusto rispettarle. La mia impressione è che comunque la Spagna ed in particolare le Canarie abbiano un grado di burocrazia inferiore a quello italiano. Soprattutto, più economico sia a livello di spese burocratiche sia a livello di tasse.
        Mai in Italia ho pagato € 25 per una dichiarazione dei redditi, neppure ai CAF.

  • Come dichiarare buoni fruttiferi postali? Qui nessuno ha una idea chiara di quale saldo inserire, nominale o al 31 dicembre, per non parlare del saldo medio dell ultimo trimestre. Cosa dire poi del libretto postale, va sotto la voce conto corrente o valore. E il codice Iban per le poste. È pazzesco, io avrò dieci mila euro di multa per ogni buono da mille euro ma come si può permettere una cosa del genere. Se è informativo che prendano le informazioni direttamente o almeno ci diano indicazioni esatte.
    Gracias

    • Salve Elisa, io non sono un commercialista ma mi sa che la problematica che hai non è di difficile soluzione, anzi. Mi sembra strano invece che tu dica che nessuno capisce cosa e come mettere i valori.
      Per quanto mi riguarda l’asesor (spagnolo) a cui mi sono rivolto non ha avuto alcun dubbio, sia per i valori del finanziario sia per il valore dei conti correnti o libretti, tanto meno per gli immobili!
      Non capisco poi cosa intendi per IBAN per il conto delle poste. Ogni conto corrente ha il suo IBAN, io non ho un conto alle poste italiane ma penso che anche in quel istituto funzioni come in una banca.
      In ogni caso anche in Italia devi fare la stessa dichiarazione per i beni detenuti all’estero. È il quadro RW sulla dichiarazione dei redditi. La differenza tra la Spagna e l’Italia è che in Italia devi dichiarare tutto tutti gli anni, in Spagna una unica volta ed eventualmente solo se hai variazioni nelle poste (Titoli, conti, immobili, ecc) superiori ai € 20.000.
      Se ti necessita un nominativo, almeno in Gran Canaria per la compilazione del modello posso fornirtelo senza problemi.
      Ti ringrazio per il tuo intervento e rimango a disposizione.

  • Buongiorno,
    vorrei sapere cosa si intende per residenti. Il fatto di avere il solo NIE verde o essere fiscalmente residenti?
    Grazie

  • Mi potresti gentilmente dare il nominativo di un assessore fiscale che sappia esattamente come fare la dichiarazione di un patrimonio? Io ho girato vari e tutti mi dicevano una cosa diversa. Io ho una percentuale di una casa in Italia.c’è chi mi ha detto che non dovevo dichiararla, chi mi ha richiesto il valore commerciale. Insomma nessuno sapeva bene il da farsi. Io l’unica cosa che ho è il valore catastale. Se conosci qualcuno a Madrid professionale che sappia bene come e cosa si dichiara mi faresti un favore a darmi il contatto

    • Buongiorno Francesca ti mando via mail l’indirizzo mail di un commercialista che stà qui a Gran Canaria, vedi di parlare con lui, è un italiano che ha lo studio qui, chiedi tutto e chiedi anche quanto costa.
      Saluti

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