NIE e Residenza in Spagna!

Prendo spunto per questo articolo da una domanda fatta nel Blog da un utente che ringrazio per questo.

Buongiorno,
vorrei sapere cosa si intende per residenti. Il fatto di avere il solo NIE verde o essere fiscalmente residenti?
Grazie

La residenza è il luogo in cui una persona ha la dimora abituale (cioè vive in modo stabile e duraturo). Essa va fissata in un determinato Comune e ciò ha effetti importanti per la vita sociale di ogni cittadino.

Il “NIE verde” è la residenza! Viene volgarmente detto “NIE verde” ma non centra nulla il NIE … o meglio!

Il NIE è praticamente un numero identificativo (possiamo paragonarlo al Codice Fiscale). Può essere assegnato in via “provvisoria” (Ho messo tra virgolette la “provvisoria” in quanto non è che scada il NIE, quello sarà sempre vostro, scade la possibilità di usarlo!), per vari motivi, il così detto “NIE bianco” poi diventerà “NIE definitivo” o “NIE verde” quando si fa la residenza del territorio spagnolo.

Nulla toglie di fare direttamente la residenza (se vogliamo continuare a chiamarlo “NIE verde” … non cambia nulla) senza fare il così detto “NIE bianco”.

La residenza viene fatta in Spagna dimostrando di poter vivere nel territorio spagnolo senza essere a carico dello Stato spagnolo!!

Praticamente la persona deve (casi più comuni):

  • avere un lavoro (dipendente o autonomo) e quindi un introito di denaro e versare alla Siguridad Social quello che è necessario per avere l’assistenza medica
  • dimostra di avere dei risparmi o soldi che garantiscano il vivere e fare una assicurazione medica privata che copra le eventuali problematiche di salute
  • avere una rendita (per esempio pensione) e la sanità viene coperta e garantita in altro modo, per esempio nel caso dei pensionati con il modello S1 con il quale lo stato italiano si impegna a pagare la sanità spagnola.

In tutti i casi la persona che richiede la residenza deve avere anche un tetto sopra la testa e quindi o un contratto di affitto o una proprietà immobiliare (casa) nel territorio spagnolo.

Da quando si ha la residenza si intende dichiarare anche il domicilio (la sede degli affari o interessi di una persona). Si hanno quindi tutti i diritti, obblighi e doveri come tutti i residenti e cittadini di un paese che sia Spagna o Italia, tra cui anche quello di pagare le tasse.
Si è quindi anche “residenti fiscali” e per tutti i redditi percepiti sia in Spagna che in Italia e in qualsiasi altro luogo nel mondo si dovranno pagare le tasse in Spagna!

Veniamo adesso però al vero succo, penso, della questione!

Dalla domanda deduco che il lettore voglia sapere se basta avere la residenza in Spagna per pagare le tasse solo in Spagna (magari alle Canarie).

In particolare per gli Italiani, le tasse si pagano solo in Spagna quando il cittadino italiano ha provato di essere non più domiciliato in Italia e cioè di aver spostato all’estero anche il centro dei propri interessi vitali. Questo comporta a volte il dimostrare per esempio di passare la maggior parte dell’anno (almeno 6 mesi e 1 giorno) al di fuori del territorio italiano, di non avere interessi ancora in italia (per esempio la famiglia) o di avere il lavoro all’estero ed altro.

L’ho messa molto semplice ma devo dire che non lo è! La dimostrazione all’Agenzia delle Entrate o altri Organi controllori italiani dell’effettiva residenza all’estero può essere cosa ardua. Per questo motivo vi pregherei consultare un avvocato, fiscalista o commercialista  preparato ed aggiornato in italia per avere maggiori sicurezze e spiegazioni più approfondite.
Potete anche leggere i molteplici articoli che si trovano nel web sotto le voci “residenza all’estero”, “residenza fiscale estero requisiti” o altro di simile tanto per capire la portata del problema.

Comunque … rimango sulle cose semplici e do sviluppo a quello che ho scritto nel paragrafo precedente “In particolare per gli Italiani, … “:

  • il primo passo per dimostrare di essere un residente all’estero per un Italiano è quello di dichiarare allo stato Italia di essersi trasferiti.
    Questo si fa tramite l’iscrizione all’AIRE (Anagrafica Italiani Residenti Estero), vi rimando all’articolo che avevo già scritto per capire meglio di cosa si tratta, potete anche guardare nel sito della Farnesina.
  • il secondo passo è quello di dimostrare, questo in caso di bisogno, che il domicilio (centro vitale dei propri interessi) non è più in Italia. Questo centro di interesse vitale è quello che può essere arduo da dimostrare in quanto, per esempio, anche i famigliari (moglie e figli) che rimangono in Italia possono far spostare la lancetta su una non effettiva residenza estera.
    Io comunque mi fermo e vi ripeto, nell’eventualità necessitate approfondimenti su questo contattate professionisti italiani (avvocati, fiscalisti, commercialisti, etc.) che vi possono delucidare molto meglio di me anche in funzione di nuove sentenze o casi sull’argomento.

Nel caso in cui non si riesca a dimostrare l’effettiva residenza fiscale spagnola (meglio dire domicilio fiscale), ci sarà la richiesta del pagamento delle tasse anche da parte dell’Italia.

Spero di essere stato utile e ringrazio nuovamente il lettore per lo spunto fornito.

2 Risposte

  • Ciao Serber,
    io sono un caso un po speciale, ovvero vivo in spagna ma ho un contratto di lavoro italiano che voglio mantenere.

    Mi sono informato un po leggendo vari blog e consultando amici vari ed ho capito che anche se sei residente in spagna (nie verde) non devi pagare tutte le tasse in spagna per il principio della “doppia tassazione” (https://europa.eu/youreurope/citizens/work/taxes/double-taxation/index_it.htm)

    Infatti ho trovato questo opuscolo che descrive abbastanza bene i vari passi:

    https://www.agenziaentrate.gov.it/wps/wcm/connect/12e01580426dc20498779bc065cef0e8/GUIDA+estero.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=12e01580426dc20498779bc065cef0e8

    Nel mio caso avendo un solo reddito di lavoratore dipendente italiano, da quello che ho capito non devo fare “nulla” ne in spagna ne in italia.
    Se dovressi un giorno avere un reddito ulteriore, dovrei dichiararlo e tassarlo nel paese di origine del reddito.

    Mi sto sbagliando?

    • Ciao Filippo, è un piacere darti la mia opinione sul caso che non è un caso particolare ma comune in quanto le fonti di reddito dall’Italia possono essere diverse, non solo quelle da lavoro dipendente!
      Ribadisco che è una semplice opinione non essendo un commercialista o fiscalista e ti espongo la mia logica.
      Cerco di essere il più semplice possibile nella mia teoria, e dare impulso a qualche vero esperto fiscale per eventualmente replicare, correggere e/o completare.
      La complicazione la vedo soprattutto per quello che riguarda l’Italia.
      Anche nell’opuscolo dell’agenzia delle entrate che tu giustamente (e ti ringrazio) hai messo nel tuo messaggio, a pagina 2, e quindi per prima cosa, all’Italia tu devi dimostrare di essere un residente all’estero e questo lo fai iscrivendoti all’AIRE.
      L’iscrizione all’AIRE innesca una serie di controlli, e al finale ti viene comunicato che dopo gli accertamenti (viene anche la polizia locale, o altro corpo, a vedere se abiti ancora presso la tua casa in Italia, per dirne una). A termine tu sei iscritto all’AIRE e quindi ufficialmente un residente anche “fiscale” all’estero. Prima di questo avevi una doppia residenza!!
      Da quel momento tu dovresti pagare le tasse nel tua paese di residenza.
      Il classico esempio è quello dei pensionati (no ex Impdap). Il pensionato italiano che dimostra di essere un residente all’estero percepisce la sua pensione all’estero e al lordo. Deve poi fare in autonomia la dichiarazione dei redditi nel nuovo paese di residenza e pagare le tasse dovute al nuovo paese.
      Adesso però la domanda deve essere rivolta ad un commercialista o consulente italiano … quello che vale per i pensionati vale anche per i lavoratori dipendenti?
      Se la metodologia di comportamento fosse la stessa tu dovresti percepire lo stipendio al lordo e fare la dichiarazione dei redditi una volta l’anno in Spagna.
      A questo punto la cosa più giusta da fare è dire, allo studio di consulenza a cui si rivolge l’azienda per cui lavori per le “buste paga” o all’azienda stessa, che tu sei un residente all’estero (sempre che tu sia iscritto all’AIRE) e quindi vedere se anche i redditi da lavoro dipendente seguono il comportamento delle pensioni o altri redditi!
      Se così non fosse, e quindi la tua “busta paga” di fosse comunque data al netto, e quindi già dedotte le tasse italiane, bisogna a questo punto considerare il fatto che magari le tasse che subiresti in Spagna sarebbero inferiori … e quindi? Dalla Spagna hai un rimborso?
      Mi fermo qui e spero di, comunque, essere stato utile.

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