Restauratore in Spagna, il nome completo è Conservador-Restaurador de Bienes Culturales ed è una professiore regolamentata come in Italia.
Sembrerà che abbia detto una banalità ma dalle domande che ci rivolgete dall’Italia sembra che le informazioni per la Spagna scarseggino.
Partiamo dal nome
Conservador-Restaurador de Bienes Culturales.
In molti paesi, tra cui in Italia, i termini conservazione e restauro sono usati quasi in modo sinonimo.
Così non è per la Spagna, dove conservazione e restauro sono 2 discipline diverse.
Infatti il Conservador ha un compito di prevenzione ed analisi ed il Restaurador interviene direttamente sull’opera.
Come si diventa Restauratore in Spagna
Innanzi tutto i titoli di studio che abilitano alla professione:
Le specializzazioni
I corsi per diventare Restauratore in Spagna prevedono anche delle specializzazioni essendo i materiali o le tecniche molto diversi tra di loro.
Le specializzazioni sono:
Gli sbocchi lavorativi per il Restauratore in Spagna
Si può lavorare sia nel settore privato che in quello pubblico.
Settore Privato
Il lavoro si può svolgere sia come liberi professionisti che per ditte private che vincono degli appalti per il restauro di chiese, palazzi storici o collezioni private.
Settore Pubblico
In questo caso si può lavorare per Musei statali o in istituti di patrimonio (tanto per nominarne uno l’IPCE – Instituto del Patrimonio Cultural de España).
Per inserirsi nel Settore Pubblico è necessario superare un concorso pubblico (Oposición).
I concorsi pubblici sono molto rigorosi e richiedono una approfondita preparazione sulla legislazione dei beni culturali e sulla teoria del restauro.
Riconoscimento professionale del Restauratore in Spagna
Essendo, sia in Italia che in Spagna, la figura di restauratore una professione regolamentata, è possibile richiedere un reconocimiento profesional invece che una homologación o una equivalenza per poter lavorare in Spagna.
Come abbiamo già detto in varie occasioni, e riportiamo anche nella pagina Riconoscimento titoli di studio i tempi, per il riconoscimento professionale i tempi, costi e documenti sono nettamente inferiori rispetto alle altre procedure di omologazione.
Chi gestisce il patrimonio culturale spagnolo?
Nella maggior parte, la gestione dei beni culturali spagnoli è in mano alle regioni (Comunidades Autónomas).
Le Comunidades Autónomas (Consejerías de Cultura) hanno la competenza sulla stragrande maggioranza dei beni presenti nel loro territorio e ognuna ha una sua Legge sul Patrimonio Storico.
Lo Stato (Ministerio de la Cultura) ha la competenza sulla difesa del patrimonio contro l’esportazione illecita e gestisce le grandi istituzioni nazionali come, per esempio, il Museo del Prado ed è competente sui beni di interesse nazionale.
C’è anche un altro ente, Il Patrimonio Nacional che gestisce i beni di proprietà della Corona quali Palazzi reali, monasteri e giardini.
Quest’ultimo è un ente pubblico e ha i propri laboratori di restauro interni e molto prestigiosi.
La Spagna ha un patrimonio culturale enorme
Se cominciate a viaggiare per la Spagna, soprattutto visitando le città spagnole, noterete immediatamente l’enorme patrimonio storico presente.
Sicuramente per un restauratore in Spagna non manca il lavoro!
Di norma il patrimonio viene conservato molto bene ed in città, paesi e località pulite e ben tenute.
Anche il senso civico spagnolo è ben diverso da quello italiano.
Pur essendo l’Italia regina per edifici, opere, arte, anche la Spagna si difende molto bene soprattutto nella capacità, in questo momento, di investire nella conservazione!