Non è più necessario l’apostilla o legalizzazione nella documentazione che arriva da un’altro Paese UE … andiamo a vedere!
Ancora tanta confusione sulla necessità di legalizzare i documenti che arrivano e che servono per pratiche amministrative o legali nei paesi di destinazione.
Innanzi tutto bisogna fare una grande distinzione:
Paesi UE e Paesi extracomunitari
L’Europa con il Regolamento (UE) 2016/1191 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2016 ha voluto semplificarci la vita.
Il predetto regolamento promuove la libera circolazione e la semplificazione della burocrazia per i cittadini degli Stati membri.
Tra le tante semplificazioni ha stabilito che molti documenti provenienti appunto da uno Stato membro non hanno più bisogno di essere legalizzati.
La maniera più semplice per la legalizzazione era l’apposizione dell’apostilla (Apostille dell’Haya).
È una procedura semplificata che garantisce l’autenticità delle firme messe in un documento pubblico o notarile.
L’apostilla era (ed è ancora) una semplificazione
Una enorme semplificazione!
L’apostilla è nata con la Convenzione del 5 ottobre del 1961 tra tutti gli stati aderenti.
Tale convenzione stabiliva che si aboliva l’obbligo di legalizzazione diplomatica o consolare per i documenti pubblici stranieri.
La semplificazione sta nel fatto che l’apostilla viene fatta dal paese in cui viene emesso il documento.
Gli organi preposti ad apostillare sono conoscitori del sistema del proprio Paese semplificando l’attestazione di autenticità.
Mentre la legalizzazione deve essere fatta dall’Ambasciata o Consolato del Paese di destinazione in territorio del Paese dove si produce il documento.
La legalizzazione quindi è più complicata e dispendiosa nei tempi.
Ulteriore semplificazione
Con il Regolamento Europeo 2016/1191 per moltissimi (direi la maggior parte) dei documenti pubblici prodotti all’interno di un Paese UE (e destinati ad altro paese UE) non è più necessario apporre l’apostilla.
Al di là della interpretazione italiana al regolamento UE in questione, per quanto riguarda la Spagna, le fonti ufficiali elencano una serie di tipologie di documenti esenti dalla apostilla.
Vi traduco quanto esposto nei siti governativi:
Apostilla nell’ambito dei nostri servizi
Nell’ambito dei servizi rilasciati dalla nostra agenzia, soprattutto per le Omologazioni e Riconoscimenti professionali, devo dire che ormai non ci sono più documenti che necessitano di apostilla.
Arrivano ancora tanti documenti che sono accompagnati da traduzioni fatte in Italia che hanno anche l’apostilla.
Mi riferisco per esempio a documenti provenienti da Università o scuole (certificati di laurea o con esami, diplomi delle superiori o le pagelle di scuola).
Ma anche molti altri documenti quali certificati di nascita, matrimonio, esistenza in vita, casellario carichi pendenti e molti altri.
I Ministeri Spagnoli non chiedono la loro legalizzazione.
Non sprecate soldi
In conclusione … non spendete soldi e tempo inutilmente.
Notiamo che moltissimi documenti che ci arrivano tradotti da aziende italiane sono anche apostillati.
In realtà questa ulteriore incombenza non è più necessaria ma grava comunque sul totale delle traduzioni come servizio extra.
Anche quest’ultima una cosa assolutamente inutile.
Per qualsiasi dubbio sulla reale documentazione utile per i vari servizi … interpellateci.

