NIE e Residenza in Spagna!

Prendo spunto per questo articolo da una domanda fatta nel Blog da un utente che ringrazio per questo.

Buongiorno,
vorrei sapere cosa si intende per residenti. Il fatto di avere il solo NIE verde o essere fiscalmente residenti?
Grazie

La residenza è il luogo in cui una persona ha la dimora abituale (cioè vive in modo stabile e duraturo). Essa va fissata in un determinato Comune e ciò ha effetti importanti per la vita sociale di ogni cittadino.

Il “NIE verde” è la residenza! Viene volgarmente detto “NIE verde” ma non centra nulla il NIE … o meglio!

Il NIE è praticamente un numero identificativo (possiamo paragonarlo al Codice Fiscale). Può essere assegnato in via “provvisoria” (Ho messo tra virgolette la “provvisoria” in quanto non è che scada il NIE, quello sarà sempre vostro, scade la possibilità di usarlo!), per vari motivi, il così detto “NIE bianco” poi diventerà “NIE definitivo” o “NIE verde” quando si fa la residenza del territorio spagnolo.

Nulla toglie di fare direttamente la residenza (se vogliamo continuare a chiamarlo “NIE verde” … non cambia nulla) senza fare il così detto “NIE bianco”.

La residenza viene fatta in Spagna dimostrando di poter vivere nel territorio spagnolo senza essere a carico dello Stato spagnolo!!

Praticamente la persona deve (casi più comuni):

  • avere un lavoro (dipendente o autonomo) e quindi un introito di denaro e versare alla Siguridad Social quello che è necessario per avere l’assistenza medica
  • dimostrare di avere dei risparmi o soldi che garantiscano il vivere e fare una assicurazione medica privata che copra le eventuali problematiche di salute
  • avere una rendita (per esempio pensione) e la sanità viene coperta e garantita in altro modo, per esempio nel caso dei pensionati con il modello S1 con il quale lo stato italiano si impegna a pagare la sanità spagnola.

In tutti i casi la persona che richiede la residenza deve avere anche un tetto sopra la testa e quindi o un contratto di affitto o una proprietà immobiliare (casa) nel territorio spagnolo.

Da quando si ha la residenza si intende dichiarare anche il domicilio (la sede degli affari o interessi di una persona). Si hanno quindi tutti i diritti, obblighi e doveri come tutti i residenti e cittadini di un paese che sia Spagna o Italia, tra cui anche quello di pagare le tasse.
Si è quindi anche “residenti fiscali” e per tutti i redditi percepiti sia in Spagna che in Italia e in qualsiasi altro luogo nel mondo si dovranno pagare le tasse in Spagna!

Veniamo adesso però al vero succo, penso, della questione!

Dalla domanda deduco che il lettore voglia sapere se basta avere la residenza in Spagna per pagare le tasse solo in Spagna (magari alle Canarie).

In particolare per gli Italiani, le tasse si pagano solo in Spagna quando il cittadino italiano ha provato di essere non più domiciliato in Italia e cioè di aver spostato all’estero anche il centro dei propri interessi vitali. Questo comporta a volte il dimostrare per esempio di passare la maggior parte dell’anno (almeno 6 mesi e 1 giorno) al di fuori del territorio italiano, di non avere interessi ancora in italia (per esempio la famiglia) o di avere il lavoro all’estero ed altro.

L’ho messa molto semplice ma devo dire che non lo è! La dimostrazione all’Agenzia delle Entrate o altri Organi controllori italiani dell’effettiva residenza all’estero può essere cosa ardua. Per questo motivo vi pregherei consultare un avvocato, fiscalista o commercialista  preparato ed aggiornato in italia per avere maggiori sicurezze e spiegazioni più approfondite.
Potete anche leggere i molteplici articoli che si trovano nel web sotto le voci “residenza all’estero”, “residenza fiscale estero requisiti” o altro di simile tanto per capire la portata del problema.

Comunque … rimango sulle cose semplici e do sviluppo a quello che ho scritto nel paragrafo precedente “In particolare per gli Italiani, … “:

  • il primo passo per dimostrare di essere un residente all’estero per un Italiano è quello di dichiarare allo stato Italia di essersi trasferiti.
    Questo si fa tramite l’iscrizione all’AIRE (Anagrafica Italiani Residenti Estero), vi rimando all’articolo che avevo già scritto per capire meglio di cosa si tratta, potete anche guardare nel sito della Farnesina.
  • il secondo passo è quello di dimostrare, questo in caso di bisogno, che il domicilio (centro vitale dei propri interessi) non è più in Italia. Questo centro di interesse vitale è quello che può essere arduo da dimostrare in quanto, per esempio, anche i famigliari (moglie e figli) che rimangono in Italia possono far spostare la lancetta su una non effettiva residenza estera.
    Io comunque mi fermo e vi ripeto, nell’eventualità necessitate approfondimenti su questo contattate professionisti italiani (avvocati, fiscalisti, commercialisti, etc.) che vi possono delucidare molto meglio di me anche in funzione di nuove sentenze o casi sull’argomento.

Nel caso in cui non si riesca a dimostrare l’effettiva residenza fiscale spagnola (meglio dire domicilio fiscale), ci sarà la richiesta del pagamento delle tasse anche da parte dell’Italia.

Spero di essere stato utile e ringrazio nuovamente il lettore per lo spunto fornito.

54 Risposte

  • Ciao Serber,
    io sono un caso un po speciale, ovvero vivo in spagna ma ho un contratto di lavoro italiano che voglio mantenere.

    Mi sono informato un po leggendo vari blog e consultando amici vari ed ho capito che anche se sei residente in spagna (nie verde) non devi pagare tutte le tasse in spagna per il principio della “doppia tassazione” in La tua Europa leggi questo.

    Ho trovato anche questa sezione che descrive abbastanza bene i vari punti nel portare dell’Agenzia delle Entrate.

    Nel mio caso avendo un solo reddito di lavoratore dipendente italiano, da quello che ho capito non devo fare “nulla” ne in spagna ne in italia.
    Se dovessi un giorno avere un reddito ulteriore, dovrei dichiararlo e tassarlo nel paese di origine del reddito.

    Mi sto sbagliando?

    • Ciao Filippo, è un piacere darti la mia opinione sul caso che non è un caso particolare ma comune in quanto le fonti di reddito dall’Italia possono essere diverse, non solo quelle da lavoro dipendente!
      Ribadisco che è una semplice opinione non essendo un commercialista o fiscalista e ti espongo la mia logica.
      Cerco di essere il più semplice possibile nella mia teoria, e dare impulso a qualche vero esperto fiscale per eventualmente replicare, correggere e/o completare.
      La complicazione la vedo soprattutto per quello che riguarda l’Italia.
      Anche nell’opuscolo dell’agenzia delle entrate che tu giustamente (e ti ringrazio) hai messo nel tuo messaggio, a pagina 2, e quindi per prima cosa, all’Italia tu devi dimostrare di essere un residente all’estero e questo lo fai iscrivendoti all’AIRE.
      L’iscrizione all’AIRE innesca una serie di controlli, e al finale ti viene comunicato che dopo gli accertamenti (viene anche la polizia locale, o altro corpo, a vedere se abiti ancora presso la tua casa in Italia, per dirne una). Al termine tu sei iscritto all’AIRE e quindi ufficialmente un residente anche “fiscale” all’estero. Prima di questo avevi una doppia residenza!!
      Da quel momento tu dovresti pagare le tasse nel tua paese di residenza.
      Il classico esempio è quello dei pensionati (no ex Impdap). Il pensionato italiano che dimostra di essere un residente all’estero percepisce la sua pensione all’estero e al lordo. Deve poi fare in autonomia la dichiarazione dei redditi nel nuovo paese di residenza e pagare le tasse dovute al nuovo paese.
      Adesso però la domanda deve essere rivolta ad un commercialista o consulente italiano … quello che vale per i pensionati vale anche per i lavoratori dipendenti?
      Se la metodologia di comportamento fosse la stessa tu dovresti percepire lo stipendio al lordo e fare la dichiarazione dei redditi una volta l’anno in Spagna.
      A questo punto la cosa più giusta da fare è dire, allo studio di consulenza a cui si rivolge l’azienda per cui lavori per le “buste paga” o all’azienda stessa, che tu sei un residente all’estero (sempre che tu sia iscritto all’AIRE) e quindi vedere se anche i redditi da lavoro dipendente seguono il comportamento delle pensioni o altri redditi!
      Se così non fosse, e quindi la tua “busta paga” ti fosse comunque data al netto, e quindi già dedotte le tasse italiane, bisogna a questo punto considerare il fatto che magari le tasse che subiresti in Spagna sarebbero inferiori … e quindi? Dalla Spagna hai un rimborso?
      Mi fermo qui e spero di, comunque, essere stato utile.

      • Per i lavoratori è diverso dai pensionati.
        In breve, il lavoratore dipendente deve pagare le tasse sia nel paese in cui genera il reddito sia nel paese di residenza fiscale.
        Gli accordi tra Italia e Spagna permettono di evitare la doppia tassazione.

        Nel caso descritto (lavoro in Italia e risiedo in Spagna), si pagano le tasse solo in Italia essendo più alte di quelle Spagnole.

        Nel caso opposto, (lavoro in Spagna ma sono residente in Italia), si pagano le tasse in Spagna e la restante parte (la differenza tra il gettito Italiano e quello Spagnolo) viene pagata in Italia.

        • Salve Lorenzo, no per i lavoratori autonomi non ci sono privilegi, mi dispiace 🙂
          Se il lavoratore dipendente non ha un contratto stagionale vige l’obbligo di fare la residenza nel paese in cui si va a lavorare! Se invece la permanenza in territorio straniero è inferiore di 12 mesi non c’è l’obbligo a fare la residenza all’estero (questo per l’Italia).
          Nel momento in cui si fa la residenza all’estero si rientra nel sistema di cui ho tanto parlato anche nei commenti dell’articolo.
          È lo stesso che tu sia un Italiano che va in Spagna o che sia uno Spagnolo (o residente in Spagna) che va in Italia.
          Caso differente è il lavoro stagionale, in questo caso bisogna sentire il commercialista in Italia e penso che senz’altro vengano decurtate dalle tasse da pagare in Italia le tasse che hai già pagato in Spagna. Viceversa de sei un residente Spagna e fai un lavoro stagionale in Italia.
          In questo caso però ti pregherei di parlare con un consulente Italiano per capire se dalla Spagna, oltre alla busta paga spagnola, devi portargli anche altri documenti da eventualmente richiedere in Spagna. Stessa cosa se sei residente Spagna con un commercialista spagnolo.

      • Ciao Serber! Inanzitutto grazie per il tuo articolo, è la prima volta che ti leggo ma il tuo modo preciso ma allo stesso tempo semplice di scrivere rendono l’articolo molto esaustivo. Volevo chiederti se l’iscrizione all’AIRE(e tutto l’iter che richiedere) fatta dopo un paio di mesi di lavoro all’estero (nel mio caso Madrid), comporta comunque il pagamento delle tasse in Italia per il periodo antecedente all’iscrizione o se avendo un contratto di lavoro in atto già da qualche mese potrò pagare le tasse dovute per questo contratto direttamente in Spagna l’anno prossimo. Grazie anticipatamente

        • Salve Francesca e grazie per i tuoi complimenti.
          Per prima cosa l’iscrizione all’AIRE la puoi fare solo dopo che hai la residenza in uno Stato straniero.
          Non è detto che se si sta lavorando in uno stato straniero si abbia anche la residenza, può essere anche solo una trasferta o per un periodo di tempo limitato per i quali non si fa la residenza, oppure non l’hai ancora fatta, magari fai un domicilio (empadronamiento) ma non la residenza.
          Comunque … abbiamo la residenza nello stato straniero!
          Vige la regola della non doppia tassazione!
          Da quando hai avuto la risposta dalle Autorità Italiane che è avvenuta l’iscrizione all’AIRE con la data in cui questo è avvento si è ufficialmente residenti all’estero anche per lo Stato Italiano.
          Per i redditi ricevuti prima di quella data le tasse dovranno essere pagate in Italia per i redditi ricevuti dopo della data si pagheranno le tasse solo nel nuovo paese di residenza.
          Messa così sembra semplicissima!! 🙂
          Non è proprio così e per risolvere le cose ti pregherei di parlare con il tuo commercialista in Italia e con l’eventuale Asesor in Spagna in quanto bisogna effettivamente dimostrare che sulle cifre percepite per esempio per un lavoro dipendente, si sono già pagate le tasse nel paese in cui ti hanno pagato.
          Le carte che dimostrano questo ti dovranno essere specificate dai consulenti.
          Molte volte l’Italia, quando vai a dichiarare i redditi, vuole lo stesso il pagamento per poi nell’eventualità rimborsare. I tempi di rimborso (almeno in Italia) non sono così veloci.
          Però per questo ti pregherei di parlare con il consulente in Italia, magari … non è neppure necessario dichiarare le rendite all’estero. Mi raccomando di chiedere!!
          Bene, ti ringrazio ancora per il complimento (immeritato) e se hai ancora qualche cosa da chiedere sono sempre a disposizione, eventualmente anche per email.
          Un abbraccio

    • Ciao, MI potresti dire come hai fatto ad avere la residenza in spagna mantenendo il lavoro in Italia?

      Vorrei avere la loro residenza pur lavorare qua in Italia.

      • Ciao Ded, beh, io non ho un lavoro in Italia!
        Comunque … se la domanda può essere: “Sarebbe possibile avere la residenza in Spagna e lavorare in Italia? o meglio, come si può avere la residenza fiscale in un paese straniero?”
        la risposta sarebbe:
        per avere la residenza fiscale in un paese straniero bisogna innanzi tutto fare la residenza in quel paese, questo vuol dire (almeno in Spagna) avere un tetto sopra la testa, dimostrare di potersi mantenere e garantire il servizio sanitario!
        e sin qui la cosa è abbastanza semplice …
        Per non essere più residenti fiscalmente in Italia invece, oltre ad essere iscritti all’AIRE (il che comporta la perdita anche del servizio sanitario in Italia), bisogno non vivere (e dimostrarlo nel caso di richiesta) nel territorio Italiano per più di 6 mesi all’anno.
        Ovviamente il tutto non è impossibile però bisogna capire il tipo di lavoro che si svolge! Se il tuo lavoro impone la presenza fisica in Italia direi che la cosa non è fattibile.
        È questo lo scoglio maggiore!
        Ricordo con l’occasione, e molte persone sono in queste condizioni, che l’avere la residenza in un paese straniero e non essere iscritti all’AIRE comporta l’obbligo di fare la dichiarazione dei redditi anche in Italia e conseguentemente, in caso di reddito percepito (anche se all’estero), pagare le tasse anche in Italia. Ciò significa avere una doppia tassazione!!
        Sempre nella speranza di essere stato abbastanza chiaro ti ringrazio. Rimango ovviamente a disposizione.
        Ciao

    • Mi trovo in Spagna e per fare la residenza mi chiedono S1 che non c è l’ho, mia figlia deve partorire sono andata a farmi il NIE e mi hanno chiesto S1… Non so cosa fare. Vi ringrazio se mi potete aiutare a cosa fare

      • Salve Giovanna, ti ho inviato una email.
        Per quanto riguarda il tuo problema dell’S1 ti pregherei di leggere l’articolo che ho appena pubblicato, sicuramente ti da una mano a comprendere meglio l’iter della cosa. L’articolo è Documenti dall’Italia per i Pensionati.
        Mi stai dicendo che hai chiesto il NIE ma tu dovresti già avere il NIE “provvisorio” vero?
        per quanto riguarda la prestazione medica di tua figlia che deve partorire, tua figlia sicuramente ha portato con se la Tessera Sanitaria Europea valida. Con quella ha diritto a qualsiasi prestazione medica urgente, quindi in tutti i casi è coperta.
        Tienimi aggiornato e sono ovviamente a disposizione … per quello che posso fare!
        Un abbraccio

  • Ciao Serber!
    Siamo una famiglia italiana residente attualmente in Svizzera. Stiamo pensando di trasferirici a Gran Canaria (io e i miei due bambini) mentre mio marito continuerebbe a lavorare in Svizzera facendo avanti e indietro, e continuando ad avere la residenza svizzera. Sarebbe possibile in questo caso ottenere la residenza alle Canarie solo per noi tre?
    Grazie del tuo aiuto.

    • Buongiorno Marta, scusami per il leggero ritardo nella risposta.
      Per quanto riguarda la residenza alle Canarie non c’è nessun problema dal momento in cui tu possa dimostrare che sei in grado di mantenerti, che sei coperta a livello sanitario e che hai un tetto sopra la testa!
      Andiamo ad analizzare meglio le varie parti:
      1- Essere in grado di mantenersi: significa che devi dare prova di non pesare economicamente sullo Stato Spagnolo.
      Ciò si dimostra avendo:
      a) una disponibilità di denaro dimostrabile,
      b) un lavoro (in questo caso alle Canarie),
      c) altra fonte di reddito come per esempio una pensione.
      Per quanto riguarda la disponibilità economica dimostrabile (che mi sembra il modo più plausibile nel tuo caso) devi farti fare dalla tua banca (penso svizzera) un certificato che hai una media di disponibilità negli ultimi 6 mesi di € 7.000 per persona che chiede la residenza. Ho semplificato un poco a dire il vero. Sarebbero € 7.000 per adulto e meno per ogni bambino. Attenzione che il conto in questo caso deve essere intestato a te se la richiesta di residenza la fai solo tu (e i bimbi)!
      Per quanto riguarda un lavoro o la pensione (quest’ultima anche italiana o svizzera) non mi sembra necessario dare spiegazioni anche se qualcosa da dire ci sarebbe, ma non è questa la sede adatta.
      2- Copertura Sanitaria: si può avere in 2 (o meglio 3 nel caso di pensionati) maniere. A mezzo di assicurazione privata e quindi poi sanità privata o attraverso la sanità pubblica. Per avere la sanità pubblica devi avere il lavoro dipendente o autonomo e quindi versare alla Seguridad Social mensilmente la quota dovuta.
      Non mi dilungo sulla differenza di sanità privata o pubblica anche perché tu, essendo in Svizzera, mi sembra sei già pratica della privata (se non sbaglio). Questo non lo dico perché la sanità pubblica non sia valida, ma solo perché il modo di servirsene è diverso.
      Per quanto riguarda i pensionati saranno coperti dalla sanità del proprio paese con la presentazione di particolari autorizzazione (S1 per esempio per i Pensionati Italiani) con le quali i paesi di origine si incaricano di pagare alla Sanità Spagnola le eventuali spese sanitarie.
      3- Tetto sopra la testa: vuol dire dare dimostrazione di avere una casa o in affitto (quindi contratto di affitto) o di proprietà (certificato di proprietà).
      Ho cercato di essere il più essenziale possibile nella spiegazione. Se per caso c’è ancora qualche dubbio, ovviamente, sono a tua disposizione.
      Ti ringrazio e ti auguro buona giornata.

    • Ciao, la domanda è per conto di mia cognata il cui unico figlio ha casa di proprietà e residenza in Spagna, potrebbe lei prendere residenza con il figlio pur rimanendo in Italia a lavorare e dove paga le tasse visto che percepisce la piccola reversibilità del marito defunto e possiede un appartamento non agibile e dove non può prendere residenza… Il problema nasce proprio dal fatto che qui non può prendere residenza ma solo domicilio a casa del cognato altrimenti sarebbe costretta a condividere lo stato di famiglia e non può permettersi un affitto.
      Forse è una domanda un po’ complessa, ma spero di essere stata chiara. Grazie

      • Salve Noemi, la domanda in effetti è un po’ complessa, vediamo se riesco a fare un po’ d’ordine.
        Innanzi tutto, lo spostamento della residenza all’estero non comporta nulla per l’Italia fino a quando non si comunica all’Italia (tramite l’iscrizione all’AIRE) che non si è più residenti nel Bel Paese. A quel punto però si perde il diritto alla sanità (che si acquista nel nuovo paese se nel diritto di acquisirlo) e anche a certi tipi di pensione, bisogna che vi informiate per quella di reversibilità!
        In ogni caso se sposta la residenza all’estero ma continua normalmente ad abitare e lavorare in Italia deve comunque pagare le tasse in Italia e rischia di doverle pagare anche in Spagna!
        Mi manca però un punto, dove abita in questo momento visto che il suo appartamento non è agibile? e dove ha in questo momento la residenza?
        Presumo viva a casa del cognato o a casa tua … se così fosse non vedo perché non possa prendere la residenza lì come ospite o come inquilina con un contratto di affitto minimo.
        Il fatto di condividere la casa a mio avviso non comporta la condivisione dello stato di famiglia soprattutto nel caso di un contratto di affitto per una stanza.
        Per pagare le tasse solo in un paese, o solo in Italia o solo in Spagna, oltre a essere residenti solo in uno dei due paese bisogna anche risiedere fiscalmente in quel paese e questo si ottiene passando la maggior parte del tempo in quel paese! Per l’Italia se si passa più di 183 giorni all’anno nel territorio Italiano, si è comunque residente fiscale lì e quindi deve pagare le tasse italiane!
        Spero di aver capito bene la domanda e conseguentemente aver risposto correttamente.
        Se così non fosse ti prego di farmelo sapere.
        Ti ringrazio per la tua domanda e ti saluto.

  • Ciao, più che una domanda è una conferma.

    io sono residente a Tenerife(NIE Verde) da Settembre 2018, ma non mi è arrivata nessuna comunicazione da nessun ente italiano.

    A febbraio tornerò definitivamente in Italia.

    Non ho fatto l’iscrizione all’AIRE e ho una casa di proprietà in Italia

    Devo rifare la residenza nel mio comune di appartenenza, giusto?

    • Ciao, assolutamente no!!
      Se non hai fatto l’iscrizione all’AIRE risulti ancora residente anche in Italia. Quindi in Italia non devi fare nulla.
      Piuttosto mi preoccuperei di informarmi se devo fare qualche cosa per togliere la residenza in Spagna, visto che sei anche residente qui.
      Vado un po’ più in la con i discorsi; se non togli la residenza da un paese sei anche residente fiscale in quel paese, ciò vuol dire che se guadagni soldi da qualche parte al mondo, devi dichiarare i tuoi guadagni nel paese (in questo caso “nei paesi”) di residenza e quindi pagarvici le tasse che servono per pagare i servizi che lo stato dove sei residente ti eroga.
      Ora … se a Tenerife hai svolto un lavoro e hai guadagnato soldi, oltre a fare la dichiarazione dei redditi in Spagna dovevi fare anche la dichiarazione dei redditi in Italia e quindi pagare le tasse anche in Italia. Se questo non l’hai fatto (non avendoti Iscritto all’AIRE) per l’Italia sei un evasore.
      Se adesso torni in Italia e non togli la residenza in Spagna, quello che guadagni in italia dovresti dichiarare anche in Spagna i tuoi redditi con il conseguente pagamento delle tasse anche in Spagna.
      Devo informarmi sulla procedura da adottare per dichiarare che non si è più residenti in Spagna. Penso che sia una procedura snella ma mi devo informare.
      Grazie per la tua domanda

  • Ciao Serber,
    mio marito è pensionato e residente fiscale (nie verde) in Gran Canaria da giugno 2017. Io non lavoro e per avere subito il nie verde ho dovuto fare un’assicurazione privata e dimostrare che potevo avere una rendita per vivere lì perché la pensione di mio marito comunque era bassa e non poteva coprire anche la mia posizione. A luglio 2018 ho avuto il nie verde ma non ho fatto ancora l iscrizione all aire. Io non lavoro tutto ora. Volevo sapere in che modo posso usufruire della copertura sanitaria di mio marito come pensionato dall’Italia. Lui ha una pensione da €840 che ora con la defiscalizzazione è diventata €950 . Grazie per l info.

    • Salve Angelina,
      finché non hai fatto l’iscrizione all’AIRE tu risulti ancora residente in Italia e sei comunque coperta “anche” dalla sanità Italiana almeno per le urgenze.
      Ho messo “anche” perché hai l’assicurazione che hai fatto per ottenere la residenza (NIE verde), a meno che non l’hai disdetta o non pagata! Questa assicurazione, normalmente, ti copre totalmente presso le cliniche private.
      Tuo marito che ha fatto la defiscalizzazione della pensione ha, per forza, fatto anche l’iscrizione all’AIRE e compilato il modello S1 con il quale l’Italia si prende carico delle prestazioni sanitarie effettuate dal suo cittadino nel paese straniero nel quale ha posto la sua residenza.
      Io non credo che tu possa inserirti nella posizione spagnola di tuo marito per essere anche tu coperta dal servizio sanitario Spagnolo senza praticamente pagare nulla alla Spagna (o che qualcuno paghi per te).
      A mio avviso sarebbe da chiedere al servizio sanitario in Italia, tramite qualcuno in loco, se come moglie di pensionato Italiano puoi avere un “S1” o similare per “ricongiungimento famigliare” o cose simili. In questo caso l’Italia autorizzerebbe l’addebito delle eventuali spese mediche tue da parte della sanità Spagnola.
      Altra strada sarebbe l’apertura di una posizione lavorativa qui, anche come autonoma, che ti porterebbe alla copertura sanitaria.
      La tua posizione, comunque, dovrebbe essere analizzata, a mio avviso, in maniera più approfondita. Ti chiederei di mandarmi un tuo recapito a mezzo e-mail all’indirizzo live@livcanarie.com in maniera che ti posso contattare ed eventualmente analizzare altre strade da percorrere.
      Rimango eventualmente in attesa e comunque spero, come sempre, di aver dato spunto positivo.
      Buona giornata

  • Buongiorno,
    io lavoro in UK ma avendo un’attività online, posso spostarmi tranquillamente durante l’anno.

    Una domanda, se restassi per più di 183 giorni in un anno in Spagna anche se la mia residenza è in UK, cosa rischio se la le autorità spagnole si accorgono di questo?

    Grazie

    • Buongiorno Giancarlo, ti rispondo molto velocemente in quanto hai già sicuramente afferrato il senso della cosa.
      Rischieresti di dover pagare le tasse anche in Spagna e quindi avere una doppia imposizione. Sia in UK che in Spagna.
      Grazie per la domanda
      Saluti

  • Buongiorno,
    una volta inscritto all’Aire, e mettendo un domicilio Spagnolo, in automatico mi viene riconosciuta la residenza in Spagna? o devo fare qualche altro passo?
    grazie

    • Salve Federico, mi dispiace ma l’iscrizione all’A.I.R.E. viene fatta dopo di aver fatto la residenza all’estero! Anagrafe Italiani Residenti Estero. Quindi … prima devi presentare la documentazione all’estero, poi fai l’iscrizione di solito tramite comunicazione all’Ambasciata.
      Come sempre spero di essere stato utile
      Saluti

  • Buongiorno,
    sono italiana residente in Furteventura iscritta AIRE, in questo momento non sto lavorando, non ho contratto di lavoro, sono in Senegal con il mio compagno e mia figlia recentemente nata, stiamo inviando la trascrizione nascita in Italia per avere il suo passaporto!
    Vorrei sapere se mi fermo in Senegal per piú di 6 mesi perdo la residenza in Fuerteventura?. o se non é cosí.. quanto posso restare fuori dal territorio spagnolo?
    Come dovrei muovermi per poter restare in Senegal piú tempo possibile senza perdere la possibilitá di rientrare in Fuerteventura e lavorare un periodo o poter farmi visitare dal mio medico?
    Mia figlia puó avere in Italia la tessera sanitaria? Deve essere iscritta al comune di domicilio dei miei genitori? visto che io non ho casa.
    Grazie per tutte le informazioni che riuscite a darmi.
    Un saluto

    • Salve Roberta, non ti ho risposto subito perché ho provato a fare una ricerca e controllare il discorso residenza si o no in Senegal!
      In velocità e senza interpellare le Autorità Spagnole che potrebbero essere competenti per la questione ti rispondo secondo la mia logica e spero che possa essere di ispirazione, sicuramente non esaustiva alla domanda, per la quale sono necessari approfondimenti ulteriori. Mi riservo di comunicare risposte certe nel momento in cui le avrò!
      Per il momento metto per iscritto il mio pensiero e spero sia di stimolo per arrivare alla soluzione, invito però coloro che ne sanno per certo qualche cosa di comunicarcelo commentando l’articolo.
      Il mio pensiero è questo:
      parto con una domanda … Tua figlia dove è nata? A Fuerteventura? In Senegal o in Italia?
      A “rigor di logica” visto che tu sei una residente in Spagna (Fuerteventura) anche tua figlia è residente in Spagna e quindi dovrebbe avere la tessera sanitaria Spagnola.
      Ti ricordo che da quando sei stata inscritta all’AIRE tu hai perso il diritto alla sanità Italiana e quindi la tessera sanitaria Italiana non è più valida e dovresti avere quella Spagnola … spero sia così!
      A questo punto, fino a quanto sei residente in Spagna il tutto deve essere riportato alla Spagna, e quindi il tuo medico si trova a Fuerteventura.
      In Fuerteventura come eri coperta per quanto riguarda la sanità? Con la sanità pubblica o con una assicurazione privata? E se era tramite assicurazione privata, questa copre anche all’estero?
      Per quanto riguarda la perdita della residenza spagnola, non credo che possa essere persa almeno sino a quando tu continui ad avere un'”empadronamiento” in Fuerteventura e magari continui a pagare delle tasse.
      Direi comunque che anche questo è una domanda da fare ad un Organo Spagnolo in Senegal.
      Per il momento mi fermo qui e spero che qualcuno che ha avuto esperienza simile in uno Stato extra UE ci mandi qualche suggerimento.
      Ti ringrazio intanto per le tue domande e sicuramente a presto.

  • Salve ho una domanda, sto cercando lavoro in Spagna, nel caso lo trovassi richiedendo la NIE è possibile mantenere la residenza in Italia? Oppure nel momento che richiedo la NIE ufficialmente la mia residenza non sarà più in Italia?

    • Salve Luca, la residenza in Italia la vai a perdere da quando fai (o ti fanno) l’inscrizione all’AIRE e per questo hai un anno di tempo per farla da quando vivi all’estero. Al non fare l’iscrizione all’AIRE puoi incorrere in una sanzione da parte dell’Italia se si accorge che non sei più residente in Italia.
      Quindi la richiesta del NIE (che puoi fare anche in Italia presso Consolati ed Ambasciate Spagnole) non determina ne la perdita di residenza in Italia ne l’acquisizione della residenza in Spagna. Per la residenza in Spagna devi dare anche altri requisiti, come avrai letto nell’articolo.
      Spero di essere stato chiaro, nell’eventualità e anche per altre domande sono qui :).
      Saluti

  • Buongiorno Serber,
    lavoro e vivo in Spagna da qualche mese con ”NIE bianco” e voglio richiedere la residenza ed il ”NIE verde” in quanto ho in programma di fermarmi qui.
    In Italia ho una casa di proprietà. Spostando in Spagna la mia residenza e comunicandolo all’ARIE, come funzionerebbe a livello di tasse?
    Grazie un saluto!

    • Buongiorno Mary,
      per quanto riguarda la tassazione della casa in Italia, da quando avrai la residenza in Spagna e, importante (di seguito spiego il perché), avrai avuto l’iscrizione all’AIRE, questa diventerà seconda casa!
      Le seconde case in Italia hanno una tassazione differente e più alta rispetto alle prime. Un commercialista in Italia dovrà farti i conteggi, io penso, delle tasse da pagare.
      Mi raccomando … ricordati che da quando hai la residenza in Spagna dovrai dichiarare la proprietà in Italia con il Mod. 720. È solo una comunicazione (in Spagna non paghi tasse per la casa in Italia a meno che non dia un reddito e anche in questo caso dovranno essere fatti dei calcoli).
      Prima ho sottolineato “avrai avuto l’iscrizione all’AIRE”, infatti la residenza all’estero per l’Italia non ce l’hai da quando hai la residenza in Spagna ma da quando sei iscritta all’AIRE!
      Grazie per la tua domanda, un abbraccio.

  • Salve sono un pensionato retributivo invalido e dovrei fare la residenza in Spagna zona Madrid per esigenze di salute, come posso fare?
    Grazie

    • Salve Vittorio, ti ho già risposto molto sinteticamente per via privata ma voglio oggi aggiungere qualche cosa qui nel blog perché di sicuro interesse anche per altri.
      Ti segnalo questo link che mi sembra fatto bene e che in maniera semplice spiega il concetto che già ti avevo espresso io in maniera superficiale (per questo non ho voluto risponderti in maniera pubblica!)
      Il link è il seguente: Pensioni di invalidità all’estero.
      Ribadisce il concetto che già avevo detto ma con l’aggiunta di particolari che possono essere utili.
      Come sempre, nella speranza di essere stato utile, ti auguro una buona giornata.

    • Salve, vivo e lavoro a Tenerife, sono iscritto all’AIRE e ho la residenza fisica qui alle Canarie. Vorrei sapere che iter seguire per poter cambiare la mia residenza fiscale qui alle Canarie. Vivo e lavoro qui da oltre 7 mesi, vorrei capire a quelle ufficio rivolgermi per il cambio e la documentazione necessaria.
      Grazie mille per l’aiuto.

      • Salve Andrea, per quanto riguarda la Spagna la tua residenza fiscale ce l’hai dal momento che fai la residenza (il così detto NIE verde), non devi fare nulla!
        Se vuoi un certificato vai all’Agencia Tributaria più vicina a te e chiedi il certificato, presto (se non hanno cambiato metodo) ti arriverà a casa la lettera che attesta la tua residenza in Spagna.
        Il problema non è la Spagna … il problema è l’Italia!
        Tu non sarai più
        Residente Fiscale in Italia a partire da “6 mesi ed 1 giorno” dopo che sei stato iscritto all’AIRE.
        Attenzione che l’iscrizione all’AIRE non è la data in cui hai inviato la comunicazione all’Ambasciata (o altro metodo), ma è la data che sei stato iscritto nel registro, cioè da quando è finita la fase di accertamento da parte delle Autorità Italiane (di solito i Vigili Urbani) che hanno verificato che tu non sei più in Italia. Il comune dove risiedevi ti manderà all’indirizzo di residenza in Spagna una lettera con la quale ti comunica la tua iscrizione all’AIRE. Da quella data fai passare 183 giorni!!
        Spero di essere stato abbastanza chiaro e comunque rimango a disposizione per qualsiasi dubbio o altra cosa.
        Ti ringrazio inoltre per la tua domanda, di sicuro interesse per molti altri Italiani.
        Buona giornata

  • Salve, vivo in Gran Canaria da diversi anni e da due sono residente fiscale qui. Per il pagamento delle tasse il mio commercialista Spagnolo mi dice che le devo pagare tutte in Spagna, compreso un reddito da affitto che percepisco in Italia. Viceversa il mio commercialista Italiano dice che essendo il bene in territorio Italiano i proventi li devo pagare in Italia. La conseguenza è stata che ho pagato due volte le tasse richieste….in Spagna e anche in Italia. Secondo

    • Buongiorno Mariliana, scusami per il ritardo nella risposta.
      Non ci può essere una doppia imposizione, questo per gli accordi che ci sono tra gli Stati Italia e Spagna. In questo tuo caso devi pagare in Italia le tasse dovute per la rendita ottenuta dall’affitto (non se con cedolare fissa o meno), dichiarare anche in Spagna la rendita ma qui hai anche la possibilità di detrarre le tasse pagate in Italia portando i giustificativi del pagamento di quest’ultime.
      Lo so che ci sono tempi diversi … giugno, novembre, etc., dell’Italia ma penso che chiedendo al commercialista Spagnolo avrà la soluzione. Molto probabilmente le tasse che hai pagato quest’anno le potrai recuperare nella dichiarazione dei redditi del prossimo anno (questo però è un pensiero mio, chiedi al tuo commercialista).
      Ti do anche dei link dove questo è spiegato: ABC.es; Agencia Tributaria ES, guarda il PDF che ti esce cliccando sul paese Italia.
      Ti ringrazio per la domanda che è comune a molti nostri connazionali.
      Rimango a disposizione per qualsiasi altro dubbio o chiarimento.

  • Buongiorno, sono un pensionato IMPS devo partire dall’ Italia per andare a fare residenza aTenerife, quali documenti devo portare con me per fare residenza per non incorrere in problemi che mi manchi qualche incartamento, ho chiesto all’ ASL per il modulo S1 ma mi hanno detto che questo me lo rilasciano dopo che ho fatto la residenza é corretta questa cosa? o senza quello non mi accettano le pratiche, inoltre cosa serve di preciso per spostare la pensione, o posso farlo dopo che mi anno dato la residenza, ho già il NIE bianco un conto corrente aperto e un appartamento di mia proprietá, inoltre sono sposato e mia moglie ancora lavora in Italia ho un figlio che abita a Londra iscritto all’ AIRE devo fare qualche dichiarazione a riguardo? La saluto e grazie se potrebbe darmi qualche indicazione

    • Salve Vasco, ti premetto (e ti ringrazio per lo spunto) che la tua domanda sarà oggetto di un’articolo di approfondimento da parte mia in quanto la tua domanda è comune a tutti i Pensionati Italiani che vogliono trasferirsi all’estero (parliamo di UE).
      Ti rispondo in maniera sintetica e ti rimando all’articolo che farò al più breve.
      Per primo, i documenti da portarsi al seguito sono:

        Carta d’Identità valida per l’espatrio, in corso di validità (magari recente) ed in buono stato.
        Tessera sanitaria Europea ovviamente non scaduta
        Certificato di matrimonio in versione internazionale eventualmente foste in due a spostarvi
        Certificato pensionistico

      Per quanto riguarda invece l’S1 ha ragione l’ASL, te lo potrà dare solo dopo la tua iscrizione all’AIRE e anche la defiscalizzazione della pensione la potrai fare solo dopo l’iscrizione all’AIRE.
      Ti lascio il link perché tu possa vedere, nella prima pagina, i documenti e le prove necessarie per fare l’iscrizione e ti prego di porre particolare attenzione alle prove: Modulo Iscrizione AIRE
      È buona cosa che tu abbia già il NIE anche se non è definitivo e che tu abbia casa e conto, per il fatto di essere sposato e il figlio è a Londra non devi fare nulla se non, eventualmente si spostasse, fare l’iscrizione anche per tua moglie.
      Sono stato parecchio sintetico ma spero chiaro. Se non lo sono stato, ovviamente, rimango a disposizione.
      Ti invito a seguire il blog e spero in questi giorni di riuscire a pubblicare l’articolo più esplicativo di cui ti ringrazio ancora per lo spunto.
      Saluti

  • Buongiorno sono cittadina italiana iscritta AIRE e con residenza fiscale a Tenerife. Ora vorrei tornare in Italia e per fare questo è sufficiente che vada al mio comune italiano per chiedere la cancellazione? Poi in Spagna cosa devo fare? Mi tolgono il NIE verde anche se nell’isola ho un reddito per affitto di una casa di mia proprietà.
    Grazie
    Francesca

    • Salve Francesca
      In parte, nella tua domanda ti sei anche data delle risposte! Quando ritorni in Italia devi praticamente fare le stesse cose che hai fatto quando hai fatto la residenza in Spagna, ma al contrario!
      1. all’arrivo in Italia devi andare in comune e dirgli di toglierti dall’AIRE comunicando quindi la tua residenza in Italia.
      2. Per la comunicazione alla Spagna che non sei più residente appunto in Spagna devi comunicarlo al Consolato Spagnolo a te più vicino in Italia, compilando un modulo e dando prova della residenza in Italia, ti lascio qui un link che ti è di aiuto. http://www.exteriores.gob.es/Consulados/HAMBURGO/es/ServiciosConsulares/EnHamburgo/Paginas/RMC.aspx
      3. Il NIE verde, come insisto sempre a dire, è la residenza. Gli Italiani lo chiamano NIE verde perché a comprova della registrazione della tua residenza la Spagna rilascia la tesserina di color verde, ma quando te la danno vuol dire che sei registrato come residente. A questo punto non è che perdi il NIE verde ma che in automatico, con la comunicazione al Consolato, perdi la residenza in Spagna. D’altronde non potresti avere una doppia residenza, questa comporterebbe il pagamento di tasse sia in Italia che in Spagna, quindi una doppia imposizione, è per quello che ti eri inscritta all’AIRE.
      A quel punto, le tasse sui redditi percepite in Spagna le pagherai in Italia secondo la tassazione Italiana e non più in Spagna visto gli accordi che intercorrono tra i due paesi.
      Il NIE, cioè il numero o “codice fiscale” se serve ad intendere meglio, non si perde, sarà sempre collegato al tuo nome ma non più come residente.

      Spero di essere stato abbastanza chiaro, se non lo fossi stato rimango a disposizione.

      Saluti

  • Buonasera Sergio
    innanzitutto La ringrazio per la cortese risposta.
    Mi permetto ancora di chiederle alcuni chiarimenti, spiegando meglio la mia situazione.
    Ho ottenuto il NIE verde (come lo chiamano gli italiani e che forse allora non era legato ad una residenza fiscale) una decina di anni fa, quando sono arrivata a Tenerife in seguito purtroppo alla morte di mio fratello che viveva nell’isola da parecchi anni e possedeva una casa. Per sbrigare quindi tutte le pratiche per la successione mi sono recata alla Polizia e in breve mi hanno fornito questo codice. Successivamente (circa 5 anni fa) ho portato la mia residenza fiscale e sono diventata cittadina AIRE. Ho avuto per un anno una doppia tassazione sulla mia pensione, che poi nel giro di qualche hanno è stata regolata. Ora immagino che questo non avvenga più, rientrando come residenza fiscale in Italia. Il codice comunque mi ha confermato che rimane e con questo posso ancora usufruire degli sconti aerei (che avevo anche quando non ero ancora AIRE)?
    Ho poi alcuni dubbi sul pagamento delle tasse sul reddito che percepirò dall’affitto della casa. Leggendo vari articoli non riesco a capire se le tasse sulla locazione dell’immobile estero vanno pagate nel paese nel quale il reddito è stato prodotto per poi in Italia avere diritto ad un credito d’imposta.
    Se quanto ho scritto le sembra interessante ed utile ad altre persone La autorizzo a pubblicare le mie domande e i suoi commenti
    In attesa di una sua cortese risposta, La saluto cordialmente
    Francesca

    • Buongiorno Francesca,
      per prima cosa grazie per l’autorizzazione di pubblicare le tue domande e i miei commenti sul sito livcanarie.com. Sono di sicuro interesse per molti!

      Mi rendo conto di essere stato forse un po’ superficiale nella risposta precedente non chiarendo il fatto della residenza fiscale in Spagna ed in Italia!

      La residenza fiscale in Spagna non si ha da quando si è iscritti all’AIRE ma da quando hai la residenza, cioè da quando hai il “NIE verde”. Invece perdi la residenza fiscale in Italia dall’iscrizione all’AIRE, o meglio da 6 mesi ed 1 giorno dopo dell’iscrizione (è messa semplice!).

      Nel periodo intercorso dal tuo ottenimento della residenza (NIE verde) all’inscrizione all’AIRE tu avevi una doppia residenza fiscale e quindi avresti dovuto fare la dichiarazione dei redditi sia in Spagna che in Italia pagando tasse doppie.

      È questo che forse in molti non capiscono!

      L’AIRE è una cosa italiana, alla Spagna non interessa proprio nulla del nostro AIRE!!!

      La doppia tassazione della pensione la dovresti aver avuta anche nei precedenti 5 anni all’iscrizione all’AIRE e non solo nell’anno successivo (che anche questo è sbagliato ma non mi dilungo, in questo caso avresti dovuto pagare le tasse in Italia fino alla data dell’iscrizione all’AIRE).
      In questo caso tu non hai presentato dichiarazione dei redditi in Spagna? Non se ne sono accorti … e meglio così!

      Tutto questo non è che ora non avvenga più, non doveva accadere neppure prima!

      Per quanto riguarda gli sconti sui viaggi:
      Il NiE per se stesso non vale per la riduzione sul trasporto pubblico alle Canarie! Lo sconto lo hai se sei residente! È importante che sei residente alle Canarie!! Anche un italiano residente a Madrid ha il NIE ma non ha diritto a nessuna riduzione.
      Per farti capire meglio, per me che devo fare un volo interno in Spagna o tra le isole Canarie, viene applicato uno sconto “residente” dopo una verifica (che adesso le varie compagnie do trasporto fanno in automatico) sui database dei comuni per vedere se effettivamente sei residente. Prima (ma qualche volta anche adesso) dovevi presentare il “certificato di viaggio” che non è altro che la dichiarazione del Ayuntamento che sei Empadronato e Residente in quel comune, alcuni Comuni (Ayuntamento) te lo danno gratuitamente e anche on-line, altri lo fanno pagare.
      Quindi con il solo NIE non dovresti avere nessun sconto, salvo falle nel sistema.

      Per quanto riguarda le tasse sul reddito dell’immobile, essendo persona fisica e non società, le dichiari nel paese di residenza e paghi le tasse lì! Qui dovrai pagare le tasse e le spese sull’immobile, l’IBI per capirci.

      Per la quantità di tasse che dovrai pagare in Italia ti devi rivolgere ad un commercialista italiano in quanto non so (e non ho più voglia di seguire il comportamento dell’Italia in questo campo) come sia ora la tassazione lì. So che un immobile all’estero è tassato anche dell’IMU come seconda casa (che non è poco) poi ci sono le tasse sul reddito prodotto e probabilmente altro.

      Non essendo un Commercialista o Assesor tutto quello che scrivo è frutto degli studi che mi diletto a fare sui vari argomenti, qualsiasi cosa pero’ poi deve essere verificata e calcolata con un professionista che dovrà farvi (soprattutto in Italia) le dichiarazioni e quindi il calcoli delle tasse. Spero comunque, cercando di usare parole semplici, di spiegare e soprattutto lanciare i campanelli d’allarme perché ognuno di voi inquadri meglio la questione e quindi si informi meglio.

      Ti ringrazio ancora per la tua autorizzazione e sempre sono a disposizione.

      Saluti

      Sergio

  • Salve sono residente in Italia e ho una srl qui in italia. Ho anche una casa intestata qui in Italia di cui sto pagando il mutuo.
    Vorrei trasferirmi alle Canarie e aprire una società li e prendere la residenza fiscale ma ho alcune domande:

    Per ottenere la residenza fiscale li devo stare obbligatoriamente 183 giorni sul territorio? (anche se il mio lavoro è completamente online?) Oppure posso registrare semplicemente la sede legale li (che coinciderebbe con l’indirizzo della casa che prenderei in affitto) e decidere io quanti mesi effettivamete starci?
    Grazie per l’eventuale risposta

    • Salve Christian. Grazie per le tue domande comuni a molti … direi!
      Mi sembra che tutti fanno un po’ di confusione nel senso che le difficoltà non sono in Spagna ma in Italia!
      Mi spiego meglio. Da quanto fai la residenza in Spagna sei anche residente fiscale in Spagna. Fai però fatica a perdere la residenza fiscale in Italia in quanto devi dimostrare all’Italia che non solo vivi all’estero per più di sei mesi all’anno ma, soprattutto, che in Italia non hai più il tuo centro di interessi di vita e lavoro il che vuol dire, per esempio, una famiglia ancora lì e tu all’estero.
      Questo comunque è un mero esempio per dirti che l’Agenzia delle Entrate è “molto attenta” e pensa sempre al peggio 🙂 e quindi sono molte le cose da valutare per evitare che poi ti chiedano di pagare le tasse anche in Italia.
      Per prendere la residenza in Spagna penso di essere stato esaustivo nell’articolo ma nell’eventualità chiedi pure.
      Per quanto riguarda la SRL in Italia non ho capito se la vorresti chiudere oppure trasportare la sede alle Canarie.
      Io aprirei una società nuova alle Canarie (magari anche con lo stesso nome se in Spagna è libero) e continuerei a lavorare con questa, l’italiana la chiuderei (ci vorrà tempo), ma questa è una idea mia che ti pregherei di non prenderla come consiglio ma di valutare bene il tutto con i consulenti che ti seguono in Italia (che conoscono l’azienda e le problematiche sia dell’azienda che del fisco).
      Ripeto, prendilo come semplice pensiero e ascolta i tuoi consulenti!
      Per quanto riguarda il mutuo sulla casa lo continuerei a pagare dall’estero, bisogna verificare con un fiscalista se il continuare a pagare il mutuo della casa può dar adito all’Agenzia delle Entrate italiana di avere una scusa per dire che sei ancora residente fiscale in Italia (non dovrebbe ma è meglio verificare bene qualsiasi sfaccettatura in tutto).
      Tu mi hai parlato di SRL! Cosa sta succedendo adesso con la SRL italiana e con Christian persona fisica che probabilmente è amministratore e socio?
      La SRL è una persona giuridica e di conseguenza presenta la sua dichiarazione dei redditi e paga le tasse dovute sugli utili.
      Christian … penso … percepisce un compenso come amministratore e riceve, se ci sono utili, i dividendi a fine anno. Christian fa la sua dichiarazione dei redditi e paga le tasse su tutti i redditi percepiti nell’anno. Compenso amministratore, dividendi, altri redditi da altre fonti, non so…, affitti da qualche casa di proprietà o altro.
      La stessa cosa succederebbe qui in Spagna, la SL (SRL spagnola) paga le sue tasse e Christian, in base ai redditi che riceve pagherà le sue come persona fisica (lasciamo stare per il momento che le tasse sarebbero più basse).
      Se l’Italia ad un certo punto ti contesta il fatto che tu sei ancora un contribuente italiano, cioè hai ancora la residenza fiscale in Italia, ti vuol far pagare con gli interessi le tasse che dovresti pagare come persona fisica in Italia (sarebbe una doppia tassazione). A quel punto i redditi sarebbero presunti per loro, magari contestandoti anche la mancata presentazione delle denunce dei redditi e, ripeto magari, la estero vestizione della società e chissà cosa ancora, tanto tocca a te poi contestare il tutto e sei sempre perdente perché anche la difesa costa (anche se vinci la causa).
      Quello che voglio dire è che (oltre tutto con il vantaggio di lavorare online) se vuoi fare questa scelta, non stare su due staffe! Non occorre che vendi la casa ma elimina tutti i punti di interesse, se puoi anche i conti correnti anche se, proprio per il pagamento del mutuo, probabilmente ci saranno delle difficoltà da calcolare e risolvere.
      Quando vivi qui, cioè il tuo centro di interessi è qui o comunque non è più in Italia, tu puoi viaggiare quanto vuoi, andare e tornare in Italia (per ferie) quanto vuoi. Importante che in tuo centro di interessi non sia più in Italia e che non possano in alcun modo provare il contrario magari trovando un computer che prova che tu lavori dall’Italia con una ditta all’estero!
      Messa così sembra difficile ma non lo è! Basta avere le giuste attenzioni.
      Un fiscalista italiano, studiando la tua situazione, ti può senz’altro spiegare come fare le cose giuste.
      Mi raccomando sempre con tutti di non prendere le mie idee come consigli o cose giuste da fare. La mia passione per la materia non è suffragata da titoli e studi specifici come dei professionisti soprattutto italiani. Il mio intento è di mettere le pulci nell’orecchio.
      Sono sempre grato a chiunque suggerisse e correggesse in maniera costruttiva i miei scritti.
      Spero di esserti stato utile e rimango a disposizione per qualsiasi altro dubbio anche telefonicamente.
      Ti ringrazio e ti saluto.

  • Salve, avrei una domanda sulla sanità. Se ho già ottenuto il NIE verde e sono iscritta all’AIRE ma, per un qualsiasi motivo, cesso di lavorare e dunque di pagare le tasse e magari resto per un pò senza lavoro, campando dei miei risparmi, sempre risiedendo nelle isole canarie, perdo il diritto alla sanità pubblica? Non mi è chiaro un passaggio: mi sono iscritta all’AIRE e ho perso così il diritto alla sanità pubblica italiana, ma se qui smetto di lavorare, e dunque di essere contribuente, perdo il diritto anche alla sanità pubblica canaria? E poi come mi curo? Chi mi tutela?

    • Salve Vanessa, ci ho messo un po’ per risponderti perché volevo ritrovare a supporto della mia risposta delle conferme. Volevo evitare di dire cose inesatte. Inoltre non posso rispondere in maniera completissima in quanto mi allungherei eccessivamente, cercherò di dare dei riferimenti nel caso volessi approfondire l’argomento che può essere molto vasto soprattutto per quel che riguarda la materia dell’autonomo.
      Cerco di far ordine anche alla tua domanda in maniera tale da suscitare altre domande 🙂 o farti dare autonomamente delle risposte o soluzioni.
      Per prima cosa sintetizzo chi ha diritto, a prescindere, alla sanità pubblica in Spagna (con l’ultima riforma fatta con RD-ley 7/2018 del 27 di giugno):
      a. – Chi ha la nazionalità spagnola e risiede abitualmente nel territorio spagnolo.
      b. – Chi ha riconosciuto il diritto alla sanità pubblica per altro motivo giuridico anche non tenendo la residenza abituale nel territorio spagnolo sempre che non ci sia un terzo obbligato al pagare l’assistenza sanitaria.
      c. – Chi è straniero con residenza legale ed abituale nel territorio spagnolo e non tiene l’obbligo di avere una copertura sanitaria con altri mezzi.

      Purtroppo noi Italiani rientriamo nella categoria “c.” e abbiamo l’obbligo, nel momento che non abbiamo infatti la residenza per motivi lavorativi o pensione, di avere obbligatoriamente una copertura sanitaria tramite un’assicurazione privata.
      L’articolo di legge che lo regola è l’art. 54.1 del RD 557/2011 del 20 di aprile che in sintesi approva vari regolamenti o Real Decretos riguardanti la libera circolazione e residenza in Spagna di cittadini membri dell’Unione Europea.
      Bene .…mi fermo qui su questo punto altrimenti va molto lunga.
      Veniamo ora alla prima parte della tua domanda:

      Se ho già ottenuto il NIE verde e sono iscritta all’AIRE ma, per un qualsiasi motivo, cesso di lavorare e dunque di pagare le tasse e magari resto per un pò senza lavoro, campando dei miei risparmi, sempre risiedendo nelle isole canarie, perdo il diritto alla sanità pubblica?

      La tua condizione di residente (tu la chiami NIE verde) e soprattutto l’AIRE (cosa tutta italiana) sono un po’ ininfluenti rispetto alla condizione di baja di autonomo e sanità pubblica.
      Tu come autonomo spagnolo in base a quanto tempo sei stata di alta hai diritto ad una sorta di paro che arriva a durare fino a 2 anni, in questo periodo sei anche coperta a livello sanitario pubblico.
      In questo caso ti do 2 link da andare a leggere:
      Paro de autonomo
      Baja de autonomo y asistencia sanitaria

      Dovresti informarti meglio con il commercialista (asesor) che ti segue.
      Veniamo alle seconda parte della tua domanda:

      Non mi è chiaro un passaggio: mi sono iscritta all’AIRE e ho perso così il diritto alla sanità pubblica italiana, ma se qui smetto di lavorare, e dunque di essere contribuente, perdo il diritto anche alla sanità pubblica canaria? E poi come mi curo? Chi mi tutela?

      Ci sarebbe in effetti molto da dire ma preferisco essere propositivo e magari suggerirti delle soluzioni piuttosto di parlare dell’AIRE e la perdita della sanità pubblica italiana, chi ti tutela, etc…
      Se non risolvi con il “paro de autonomo” citato sopra puoi eventualmente fare una assicurazione privata che normalmente non è costosissima. È vero che, primo, il costosissima è soggettivo, e secondo, essere costretti a fare una assicurazione non sarebbe giusto, ma una soluzione bisogna trovarla se vuoi rimanere alle Canarie coperta a livello sanitario.
      Altra soluzione, ma devi essere residente in Spagna da minimo 10 anni di cui almeno 5 come residente permanente (questo della residenza permanente è però da verificare se è necessaria), puoi chiedere la cittadinanza. A questo punto diventi spagnola a tutti gli effetti e quindi rientri nel punto “a.” degli aventi diritto alla sanità pubblica spagnola.
      Lo so che quest’ultimo punto è un po’ estremo ma comunque potrebbe essere una soluzione, senz’altro da valutare anche attentamente perché in teoria non potresti mantenere la nazionalità italiana.
      Sono sicuro che in questa risposta ho scaturito altre domande e/o perplessità.
      Chiedo anche l’intervento di tutti coloro che lo possono dare aiuto per completare, correggere e suggerire ulteriori soluzioni.
      Rimango a disposizione per qualsiasi cosa.
      Un abbraccio

  • salve intanto grazie per le preziose informazioni…
    Io lavoro online e ho una p.iva autonoma in italia vorrei trasferirmi alle canarie e risiederne fiscalmente per ottenere il NIE basta per dimostrare che sono in grado di sostenermi? e inoltre dopo è possibile aprire una p.iva alle canarie chiudere la mia in modo da non avere nulla che mi leghi all italia (non ho case di propietà… e non sono sposato…ho solo i genitori e fratelli in italia ma non credono contino per l agenzia delle entrate giusto?) inoltre i 183 giorni dall iscrizione all AIRE devono essere consecutivi? chiedo scusa per le troppe domande ma come può immaginare sono un po confuso… la ringrazio per le risposte e ancora tante grazie

    • Salve Rosario, grazie per le tue domande.
      Bisogna un po’ mettere in ordine le cose. Lasciamo da parte per un attimo la situazione Italiana e pensiamo al futuro.
      Passo 1: aprire posizione lavorativa alle Canarie. Per fare questo ti serve una settimana di tempo (anche meno) e sei fiscalmente operativo come autonomo in territorio Spagnolo. Non ti serve altro che la carta di identità, il NIE (“provvisorio”) che fai qui e un domicilio.
      Passo 2: puoi anche, a questo punto, chiudere la posizione italiana! Per chiudere in italia ci vuole tempo, prima la inizi e meglio è.
      A questo punto possiamo pensare al trasferimento della posizione civile (e di conseguenza anche fiscale come “persona fisica”).
      Passo 3: dopo 3/4 mesi, cioè alla compilazione del primo trimestrale contabile qui alle Canarie, con il dimostrare che stai prendendo soldi e che paghi tutto quello che c’è da pagare (seguridad social, Agencia Tributaria etc.) puoi chiedere la residenza in Spagna.
      Passo 4: una volta ottenuta la residenza (se vuoi chiamarla NIE Verde, anche se non è corretto fa niente) puoi fare l’inscrizione all’AIRE. In questa maniera comunichi all’Italia che non sei più un residente nel bel paese anche fiscalmente parlando.
      Passerà qualche mese, in questo tempo le autorità italiane verificheranno che tu effettivamente non vivi più in Italia. Ti arriverà al tuo indirizzo in Spagna una lettera in cui ti diranno che sei stato iscritto all’AIRE. Dalla data che c’è scritto sulla lettera tu sei residente estero anche fiscalmente.
      Bene, spero di essere stato chiaro fino a questo punto.
      Quali possono essere a questo punto delle cause per cui l’Italia dice che non è vero che tu sei residente all’estero anche se sei iscritto all’AIRE?
      Quando può provare che il tuo centro di interesse di vita non è all’estero ma continua a stare in Italia!!!
      Per esempio tu dichiari di essere all’estero ma la tua famiglia cioè moglie (sei ancora sposato) e figli (ma anche no) vive/vivono ancora in Italia.
      Oppure vivi di più in Italia piuttosto che nel tuo nuovo paese di residenza (ecco in questo caso i 183 giorni che tu mi indichi).
      Se ben ci pensi … se hai una moglie, sarebbe logico che anche lei ti seguisse nella tua nuova vita e se passi più tempo in Italia che all’estero è logico che la tua vita si svolge in Italia.
      Se quindi l’Agenzia delle Entrate vede che c’è qualche dubbio nella residenza estera ti chiede il pagamento delle tasse sul tuo reddito (presunto per loro) fatto all’estero.
      Ma tutto ciò è utopia se, come penso, tu ti trasferisca realmente alle Canarie, conducendo qui la vita che conduci attualmente in Italia. Nulla ti vieta di farti le tue vacanze o i tuoi viaggi eventuali di lavoro in Italia ma questi dovrebbero essere come quelli che faresti se tu fossi residente e vivessi in Italia.
      Spero sempre di essere abbastanza chiaro ma nell’eventualità sono qui!
      Ti ringrazio ancora

  • Salve, sono un lavoratore dipendente Italiano e ho la possibilità di lavorare da remoto con il pc.
    Al momento sono alle Canarie in Smart Working e starò qui per qualche mese, ma l’intenzione sarebbe quella di trasferirmi qui e prendere la residenza.
    Le chiedo sostanzialmente un consiglio:
    secondo lei mi conviene aprire una “partita iva” direttamente qui in Spagna e diventare autonomo, o continuare a fare il lavoratore dipendente per la mia azienda?
    Il primo caso mi sembra abbastanza semplice e descritto bene nell’ultimo post qui sopra, il secondo invece (che preferirei per una mia sicurezza e tutela), potrebbe essere invece più ostico?
    Potrei essere soggetto comunque a doppia tassazione? Potrebbe volerci più tempo?
    Lei cosa farebbe?

    • Salve Giovanni, ti ringrazio moltissimo per la tua domanda molto sensata. Ti dico anche che hai già ragionato perfettamente tu senza tralasciare praticamente nulla, io ti darò una idea in più ma che non so se potrebbe essere fattibile sia per eventuali costi per l’azienda ed l’accettazione della eventuale condizione, etc.
      Allora … per quanto riguarda una tua convenienza penso che ti converrebbe prendere la residenza alle Canarie e farti autonomo. Soprattutto per un primo periodo la cosa sarebbe molto conveniente. Potrebbe essere vantaggioso anche per l’azienda che, magari premiandoti un poco, si trova (alla fine) un costo inferiore, nel tuo compenso infatti potresti fare un conto comprensivo di TFR, etc., etc, ma limitato da una tassazione inferiore e di conseguenza più basso. Ovviamente bisogna fare bene i conti.
      Questa prima soluzione però ti porta ad una, forse, vulnerabilità maggiore nel momento in cui l’azienda dovesse, per esempio, fare un taglio al personale.
      La seconda ipotesi che tu prospetti sarebbe quella di vivere concretamente alle Canarie ma rimanere residente in Italia e continuare a lavorare come dipendente! Beh … se l’Agenzia delle Entrate Spagnola se ne accorge cosa succede? Come hai ben prospettato tu!!
      E qui viene la terza ipotesi che però sarebbe da verificare con un consulente del lavoro italiano e poi ad un Asesor alle Canarie.
      È possibile per un residente estero (in virtù del fatto che non necessita la sua presenza fisica in Italia per un tempo superiore ai 6 mesi all’anno) essere un dipendente di una Azienda Italiana? Cosa comporta questo per l’azienda Italiana (maggiori costi)? Cosa comporta per il dipendente estero? Il dipendente straniero come fa la dichiarazione nel suo paese? Dichiara di aver già pagato le tasse in Italia e quindi arriverà, magari, ad essere a credito nel suo paese?
      Temo che sarà anche difficile ricevere una risposta da qualche consulente in Italia visto la singolarità del caso, anche se interessante e, per me, sempre più attuale. 🙂

      Lei cosa farebbe?

      Qui purtroppo subentra la mia esperienza di vita e dire quello che farei io non mi sembra il caso, potrebbe condizionare troppo una decisione che invece ha bisogno di valutare bene le reazioni dell’azienda e/o titolari dell’azienda ed il momento storico.
      Sono consapevole di non essere così utile come speravi ma non me la sento di azzardare troppo.
      Ovviamente rimango a disposizione per qualsiasi altra domanda o altro e, se per caso fai la domanda ad un Consulente del lavoro in Italia, mi fai sapere l’eventuale risposta. Sarebbe di sicuro interesse per molti.
      Spero che mi terrai al corrente.
      Un sincero abbraccio.

  • Buongiorno Sig. Serber,
    Sono pensionato da pochi mesi residente in Italia ma attualmente ho raggiunto mia moglie, Insegnante in un liceo Italiano, a Las Palmas de GC dove sta seguendo un master presso la locale università e rientreremo in Italia alla fine del mese di giugno 2021.
    Come studentessa lei ha immediatamente ottenuto il NIE grazie all’iscrizione al corso di studi, e presentando alla ns ASL italiana la documentazione che attesta l’iscrizione e frequenza al corso universitario anche il modulo S1.
    Abbiamo un contratto di affitto intestato ad entrambi.
    La stessa ASL mi riferisce che io non posso avere il modulo S1 in quanto dovrei essere iscritto all’AIRE, ma il comune di Vicenza dove risediamo non lo rilascia per periodi di assenza inferiori ai 12 mesi e noi sicuramente rientreremo prima.
    Chiedo quindi se ci sono possibilità di ottenere il NIE senza S1 oppure di ottenere il modulo S1 come ricongiungimento famigliare o simile. Grazie e cordialità

    • Buongiorno Aldo,
      mi rendo conto che si sta facendo molta confusione ancora tra NIE e residenza. Senz’altro la confusione nasce dal fatto che la residenza viene chiamato erroneamente NIE verde. MA È TOTALMENTE SBAGLIATO!!!!
      Il NIE è un semplice numero identificativo, lo possiamo paragonare al nostro codice fiscale! Per ottenerlo si va all’ufficio stranieri di competenza, nel tuo caso Las Palmas, e si richiede compilando un modulo (EX-15) e fornendo la giustificazione (questo lo chiedono ultimamente almeno a Gran Canaria) per cui lo chiedi, per esempio per motivi economici.
      Nel tuo caso, in base alle documentazioni che hai richiesto in Italia, tu vuoi prendere la residenza a Las Palmas!
      In particolare l’S1 è l’attestazione da parte del Servizio Sanitario Italiano che pagherà le eventuali spese sanitarie nel paese in cui tu vai a risiedere (in questo caso Spagna) essendo tu un pensionato Italiano o una persona che per motivi vari (tipo la scuola) andrà a risiedere per un periodo maggiore di 12 mesi in un paese straniero.
      Spero che fin qui sia chiaro!
      Ora … se non vuoi fare la residenza, a livello sanitario sei sempre coperto in quanto, mostrando la tessera sanitaria al pronto soccorso (urgencias), tu non devi pagare assolutamente nulla, tutto sarà coperto dall’Italia e ricevi le prestazioni sanitarie necessarie.
      Dall’Italia ti hanno risposto perfettamente in quanto, nel caso di un pensionato andranno a fare l’S1 solo quando lo stesso sarà residente all’estero e lo dichiarerà all’Italia con l’iscrizione all’AIRE (Registro Italiani Residenti Estero). Solo in quel momento il pensionato avrà l’S1 e potrà avere il medico di base nel nuovo paese di residenza oltre che il servizio sanitario con le urgenze e cure necessarie. Ma questo lo aveva anche prima (salvo il medico di famiglia) dell’iscrizione all’AIRE esibendo la tessera sanitaria Italiana (Europea).
      Quindi, se vuoi fare la residenza in Spagna devi presentare una serie di documentazione e togliere la residenza in Italia.
      Non mi sembra questo il tuo caso visto che a giugno ve ne ritornate nel bel paese!
      A questo punto metto in discussione anche la motivazione del NIE!
      A che ti serve il NIE? Perché lo vuoi fare? Devi comperare una macchina? devi fare un contratto telefonico a tuo nome?
      Se non ti serve per un motivo specifico non farlo!
      Se qualche cosa non è chiara rimango sempre a disposizione ma spero come sempre di essere stato comprensibile nella semplicità!
      Un abbraccio ed una buona e serena permanenza in terra Canaria.

  • Buongiorno Sig. Serber,

    ho letto i tanti commenti e indicazioni che lei ha dato e le volevo chiedere anche io se mi poteva dare delle indicazioni.
    Mi sono spostato da un paio di mesi in Spagna e vivo con la mia fidanza che è spagnola e viviamo insieme nella sua casa, lei ha un lavoro regolare qui in Spagna. Io invece al momento ho mantenuto il mio lavoro con una azienda italiana non essendo obbligatoria la presenza sto lavorando in smartworking e vado in Italia solo per una settimana ogni mese e mezzo circa. La mia intenzione è di vivere qui, e mantenere il lavoro che ho in Italia è possibile?
    Dovrò comunque richiedere l’iscrizione all’EIRE ma come faccio se poi non posso dichiarare che ho un lavoro qui o un indirizzo di casa intestato a me?
    Inoltre con le tasse come funziona posso mantenere il domicilio fiscale in Italia e trasferire la residenza qui?
    Grazie mille
    Vincenzo

    • Buongiorno Vincenzo,
      scusami nel ritardo della risposta.

      Il tuo caso è molto simile a quelli di GIOVANNI (16 Novembre 2020 alle 10:48) e FILIPPO (10 Agosto 2018 alle 9:33 ) ai quali ho risposto e trovi i commenti in questo stesso articolo. Se non lo hai già fatto, leggili che ci sono spunti anche in quelli.

      La condizione di lavoro smart-working sono e lo saranno sempre di più presenti al giorno d’oggi.

      Per me, per prima cosa, dovresti mettere a posto la tua condizione lavorativa con l’azienda, penso che ci siano 2 possibili strade:
      – la prima parlare con l’azienda in Italia e con un consulente del lavoro (o altri professionisti) e chiedere se il tuo inquadramento professionale può essere come dipendente anche se residente all’estero. Io penso di si, solo che in Spagna poi dovrai presentare una dichiarazione dei redditi e pagare (se ce ne sono) le tasse per differenza in base ai patti di reciprocità tra Stati. Dovresti anche sentire un commercialista spagnolo!
      – la seconda metterti come autonomo in Spagna e fatturare all’azienda i tuoi compensi e quindi avere un rapporto diverso con loro.

      Entrambe le ipotesi devono essere calcolate nei costi sia per te che per l’azienda per cui lavori.

      Se la tua condizione professionale per l’azienda è importante penso che una soluzione la si trovi, soprattutto se, dopo aver fatto i conti, non gli costi di più!

      A quel punto l’iscrizione all’AIRE è importante che la fai e il domicilio anche fiscale lo hai in Spagna.
      Ti ringrazio

      • Buongiorno Serber… Io invece ho un bel problemone…. Sono residente in Spagna de tempo me purtroppo ho commesso l’ errore di non iscrivermi all’ AIRE ( cosa che ho fatto ma non ho ancora ricevuto la conferma, e per ciò che mi è stato detto terdera’ molto e tra pochi giorni.miscade l’ unico documento che certifica la mia identità in abbinamento al NIE verde. Il passaporto e non so come poter fare per ricevere un altro documento provvisorio sempre che si possa richiedere. Se hai modo di aiutarmi te ne sarei molto grato. Saluti

        • Salve Gian Luca,
          già … é un problema ma penso che soluzioni ce ne siano.
          Per me le possibili soluzioni sono:
          – Andare in Italia e fare almeno la carta di identità. Non so dove vivi ma con un test per il COVID rientri e ti fai i documenti che ti servono.
          – Denuncia di smarrimento o furto del passaporto. Al Consolato o Ambasciata, a questo punto, ti devono fare qualche documento per il rientro in patria … almeno!
          Penso comunque, nel momento che il passaporto è scaduto e un cittadino italiano si trova all’estero, una forma di assistenza da parte degli Organismi Italiani (Consolati o Ambasciate) ci deve essere! O il cittadino Italiano si trasforma in un senza dimora in giro per il mondo come Tom Hanks in The Terminal?
          Purtroppo in questo periodo è tutto più complicato e con enormi ritardi, però l’assistenza deve essere sempre assicurata.
          Cerca di rientrare in Italia, penso che qualsiasi altra soluzione comporti comunque un rientro perché qualsiasi documento sostitutivo al passaporto avrebbe una validità limitata nel tempo e ti troveresti sempre nella stessa situazione fino a che, finalmente, hai l’iscrizione all’AIRE.
          Grazie per la domanda e spero in una soluzione veloce per te!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *